di Carlotta Di Santo e Alessio Pisanò
ROMA – L’Italia punta a riarmarsi. E lo farà sfruttando le risorse del fondo europeo Safe. Ad annunciarlo è stato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “Abbiamo prenotato 14,9 miliardi delle risorse Safe- sono state le sue parole- ora abbiamo tempo per decidere quanto utilizzarli, entro la fine di quest’anno. Riteniamo che ne utilizzeremo dai 6 ai 9 miliardi. Quindi 14,9 sono prenotati, quanti ne utilizzeremo lo diremo a fine anno. Come abbiamo anticipato, però, saranno di meno”.
CONTE: ZERO EURO SU RINCARI, MA SU SPESE RIARMO VANNO AVANTI
Dura la replica di Giuseppe Conte: “Zero euro sui rincari della benzina e qualche briciola che non riporta il diesel nemmeno sotto i 2 euro. Sul Riarmo però la strada è tracciata e si va avanti. Il Ministro Crosetto annuncia che a settembre ci sarà la scelta politica su uno scostamento di bilancio dello 0,9% del Pil (oltre 21 miliardi) per spese militari aggiuntive. Tajani ha annunciato che utilizzeremo i prestiti europei Safe per le spese militari da 14,9 miliardi (subito dopo ha fatto una piroetta per dire che li abbiamo solo ‘prenotati’ e che… si vedrà)”.
“Nonostante i salti acrobatici e gli imbarazzi a pochi mesi dalle elezioni, la direzione è chiara ed è quella del Riarmo firmato da Meloni a Bruxelles e alla Nato in questi anni, che ipoteca il nostro futuro per anni senza che nessuno sia andato a trattare a Bruxelles come abbiamo fatto nel 2020 per avere risorse massicce contro la crisi energetica, dell’industria, del potere d’acquisto. Ci aspettano mesi di impegno, partecipazione e passione per cambiare le cose e voltare pagina. Si può fare”, aggiunge Conte.
SAFE, L’UE: SU FONDI ITALIA CHIARISCA, NON C’È TEMPO DA PERDERE
La Commissione europea sollecita
l’Italia a definire rapidamente la propria posizione sui fondi
del programma Safe, sottolineando l’urgenza di completare l’iter
per l’attivazione delle risorse. “Non c’è tempo da perdere”, ha
dichiarato il portavoce dell’esecutivo Ue, Thomas Regnier,
durante l’incontro quotidiano con la stampa, ricordando che Roma
ha richiesto e ottenuto l’approvazione per l’intero importo di
14,9 miliardi di euro.
L’obiettivo resta quello di procedere “il più rapidamente
possibile alla firma dell’accordo di prestito”, necessario per
sbloccare i finanziamenti e avviare i progetti. “Nella situazione
ideale vogliamo che l’Italia mantenga i 14,9 miliardi annunciati
oggi”, ha continuato Regnier, evidenziando il ruolo strategico
dell’industria italiana per la sicurezza europea.
Il portavoce ha inoltre avvertito che un’eventuale revisione
della richiesta italiana aprirebbe uno scenario più complesso,
perché le risorse non utilizzate dovrebbero essere riassegnate
attraverso una nuova procedura ad altri Stati membri interessati
ad accedere ai prestiti del programma Safe. “Per questo serve
chiarezza al più presto”, ha concluso.
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