giovedì, 13 Agosto 26

A Ceuta 67 morti, intanto l’Europa si divide tra solidarietà e rigore

MondoA Ceuta 67 morti, intanto l’Europa si divide tra solidarietà e rigore

ROMA – Non si ferma l’emergenza umanitaria e politica attorno all’enclave spagnola di Ceuta. Mentre il bilancio delle vittime accertate al confine con il Marocco è salito a 67 morti, proseguono le operazioni di rimpatrio. Secondo i media spagnoli, circa 69.500 persone sono già state ricondotte in Marocco o si trovano attualmente in fase di trasferimento forzato. Nel frattempo, le strade di Ceuta sono presidiate in modo massiccio dall’esercito spagnolo e dalla Polizia Nazionale, impegnati a invitare gli ultimi migranti rimasti a fare ritorno verso il valico di frontiera.

LA SPACCATURA EUROPEA

Quanto sta avvenendo nelle ultime ore ha innescato una spaccatura diplomatica tra i Paesi membri dell’Unione Europea, creando una netta spaccatura tra chi annuncia solidarietà a Madrid e chi invoca la chiusura delle frontiere.

Il primo ministro Sanchez ha inviato ai vertici delle istituzioni UE, una lettera in cui critica la reazione di alcuni partner europei (senza citare paesi specifici) chiedendo una riunione urgente dei ministri dell’Interno, a seguito della sospensione da parte dell’Italia della cooperazione Schengen con la Spagna e delle ipotesi avanzate apertamente da Finlandia e Danimarca circa una temporanea esclusione di Madrid dalla cooperazione sulla libera circolazione.

Della stessa linea di Sanchez anche il ministro dell’Interno spagnolo Fernando Grande Marlaska: “La maggiornaza dei Paesi dell’Ue ci ha sostenuto in una situazione complessa, ma ci sono altri Paesi che hanno manifestato un atteggiamento egoista e poco responsabile”, ha detto durante una conferenza stampa.

LA LETTERA DI ITALIA E DANIMARCA

Dall’altro lato della barricata, l’Italia e la Danimarca stanno guidando il fronte del rigore. I due Paesi si sono fatti promotori di una lettera firmata da ben 22 leader europei, con la quale si richiede con la massima urgenza una videoconferenza straordinaria dei Ministri dell’Interno per procedere a una valutazione congiunta e severa della situazione.

LA POSIZIONE DELLA FRANCIA

Grande assente tra i leader firmatari è stato invece Emmanuel Macron, che ha fornito pieno sostegno e solidarietà alla Spagna. “Di fronte alla situazione migratoria a Ceuta, sono stato in contatto con il Presidente del governo spagnolo per marcare la nostra solidarietà e proporre qualsiasi aiuto necessario, inclusi attraverso Frontex. Saluto la cooperazione in corso con il Marocco, che ha già permesso oggi più di 40.000 rimpatri da Ceuta verso il Marocco. I ministri dell’Interno sono in contatto per garantire un monitoraggio stretto della situazione. Ceuta non beneficia della libera circolazione verso il resto dello spazio Schengen. Tuttavia, ho chiesto ieri al Ministro dell’Interno di rafforzare i controlli al nostro confine con la Spagna se necessario: 4 unità di forze mobili, aerei e droni sono stati dispiegati”, ha spiegato il presidente francese su X. “Queste misure vengono a rafforzare le disposizioni che abbiamo adottato dal 2020 per proteggere meglio il nostro confine con la Spagna in stretta coordinazione, con brigate comuni e un’azione congiunta di lotta contro l’immigrazione clandestina. Queste misure vengono a completare gli strumenti europei adottati per garantire i rimpatri e applicare il patto asilo e migrazioni, con un calo del 25% dei flussi irregolari verso l’Unione europea l’anno scorso e una diminuzione proseguita sulle rotte migratorie atlantica e del Mediterraneo occidentale nel 2026. Solidarietà e responsabilità con i nostri partner europei per far applicare le nostre regole di fermezza in materia di rimpatri e di protezione delle frontiere esterne dell’Unione. Ribadisco qui la nostra solidarietà alla Spagna, al suo governo e al suo popolo”.

A gettare acqua sul fuoco sul rischio di un collasso del trattato di Schengen è intervenuto in mattinata anche il ministro dell’Interno francese, Laurent Nuñez, il quale ha blindato la posizione della Spagna: “Non è assolutamente in questione che lasci l’area Schengen”.
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it

Check out other tags: