venerdì, 9 Ottobre 26

Bologna ricorda il 2 agosto, “fu morte e inizio di speranza”

PoliticaBologna ricorda il 2 agosto, “fu morte e inizio di speranza”

Di Mattia Cecchini e Mirko Billi

BOLOGNA – “Per noi è la più importante giornata nella storia della nostra città: il 2 agosto 1980 abbiamo perso 85 persone, ci sono stati oltre 200 feriti. E’ stata una giornata di morte, ma anche l’inizio della speranza, Bologna ha raccolto le sue maceria e da allora la nostra storia è cambiata”.

Così il sindaco di Bologna Matteo Lepore, aprendo stamane la cerimonia per l’anniversario della strage incontrano i famigliari delle vittime nel cortile di Palazzo D’Accursio, presente anche il sottosegretario del Viminale Nicola Molteni.

“A differenza delle intenzioni di chi ha organizzato l’attentato, la nostra democrazia oggi è più forte. Il nostro corteo di oggi è uno dei pilastri più importanti della nostra democrazia”, dice ancora Lepore, che prima di iniziare, tra i saluti di rito, ha chiesto anche un applauso alle forze dell’ordine “per cio’ che fanno per noi ogni giorno”.

SCHLEIN: “NON PERMETTEREMO SI RISCRIVA STORIA” 

A ricordare i 46 anni “dalla infame strage neofascista” c’è a Bologna anche la segretaria Pd Elly Schlein. “Vedo moltissimi sindaci e amministratori da tutta Italia. È una bella risposta”, dice Schlein arrivata nel cortile di palazzo D’Accursio per l’incontro coi famigliari.

“Siamo e continueremo a essere a fianco dell’associazione dei familiari delle vittime che da 46 anni lottano per fare emergere tutta la verità e non consentiremo che si provi a riscrivere la storia. La storia che è fissata sulle sentenze ottenute anche in questi anni, grazie al lavoro dell’associazione dei familiari delle vittime, della Procura generale di Bologna, a cui dobbiamo tanta riconoscenza per essere arrivati fino in fondo nella richiesta di verità e giustizia anche nel processo sui mandanti”.

La dem sottolinea che è “scritto in quelle sentenze che è stata una strage di matrice neofascista con un intento eversivo e portata avanti anche insieme ad apparati deviati. Ora bisogna che a partire da quelle sentenze che devono essere pubblicate e studiate a fondo, si prosegua nella ricerca della verità e negli approfondimenti necessari, come anche oggi hanno chiesto i familiari delle vittime”. I famigliari, sottolinea poi la segretaria, “hanno ragione anche a chiedere che ci siano tutte le risposte a loro dovute con la piena attuazione della legge sulle vittime. Quindi continueremo a insistere insieme a loro in questa direzione perché la verità è un diritto anzitutto dei familiari delle vittime, ma un diritto di tutte le cittadine e di tutti i cittadini italiani. Noi andremo avanti”.
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