ROMA – “L’intesa di Parigi fu il risultato della lungimirante volontà di due statisti che dinanzi alla immane tragedia del secondo conflitto mondiale seppero individuare una soluzione innovativa e coraggiosa alla questione dell’Alto Adige/Südtirol”. Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la cerimonia dell’80°anniversario della firma dell’Accordo di Parigi – Giornata dell’Autonomia 2026 a Merano. E aggiunge: “Le due giovani Repubbliche – rinata con l’indipendenza quella austriaca e istituita dal referendum quella italiana – vollero con saggezza, invece, affermare, con l’accordo, un principio opposto. Principio ribadito nella Costituzione Italiana: non si è ‘allogeni’, stranieri, a casa propria. Sono diritti scolpiti all’art.3 della nostra Carta”.
A proposito dell’Intesa di Parigi Il capo dello Stato ricorda: “Come naturale, visioni diverse ispiravano le relative posizioni. Ne emerse non un banale compromesso, bensì un modello che viene tuttora invocato in Europa in situazioni di difficile composizione. I due leader condividevano la convinzione che fosse indispensabile salvaguardare le minoranze di lingua tedesca e ladina presenti nella regione, tutelandone le identità, garantendo la serena coabitazione di ciascuna delle popolazioni che vivevano il territorio. Non fu una scelta facile: interveniva in ambiti territoriali oggetto di contesa durante la Prima guerra mondiale, regolati solo con il Trattato di Saint Germain del 1919 e oggetto successivamente di gravi politiche etniche forzate da parte del fascismo e del nazismo. Giunte persino alle opzioni del 1939, previste dagli accordi Mussolini-Hitler, che prevedevano la migrazione in Germania dei cittadini di cultura tedesca. La pretesa era quella di fare arbitrariamente coincidere confini geo-politici e confini etnici, condizionando i diritti dei cittadini presenti sui territori alla identità culturale di cui erano portatori”.
MATTARELLA: ALTO ADIGE/SUDTIROL UN MODELLO , AUTONOMIA PATRIMONIO DA SALVAGUARDARE
“Gli esempi di collaborazione ambiziosa e concreta, ottanta anni dopo la firma dell’Accordo di Parigi, riaffermano la validità del modello sviluppato in Alto Adige/Sudtirol, il suo successo, la sua esemplarità a livello internazionale e il valore dell’autonomia per questi territori”. Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento a Merano per l’anniversario dell’Accordo di Parigi del 5 settembre 1946 che portò all’autonomia del Trentino-Alto Adige. “Un patrimonio condiviso – aggiunge – prezioso per i nostri due Paesi e per l’Europa, da salvaguardare e promuovere con costanza e con determinazione, come dimostrato anche dalla recente legge costituzionale con nuove norme sullo Statuto di autonomia. La Repubblica è riconoscente alle popolazioni di queste terre per il contributo che hanno dato e forniscono al progresso del nostro Paese e della comune vita europea”.
MATTARELLA: I CONFINI NON SONO UN OSTACOLO, LA DIVERSITÀ È PROGRESSO
“Desidero ricordare con riconoscenza l’azione di Silvius Magnago e Alcide Berloffa. Il modello derivante da quel metodo, internazionalmente apprezzato, di soluzione delle controversie e di protezione delle minoranze etniche e linguistiche, fa oggi dell’Alto Adige/Südtirol un esempio di convivenza. Quanti – nelle istituzioni o semplici cittadini attivi nelle rispettive comunità – concorsero al superamento delle divergenze e alla costruzione di un futuro pacifico per queste terre, dettero un impulso vigoroso anche al progetto europeo. Con l’ingresso dell’Austria nell’Unione Europea, in quello stesso 1995 che coincise con l’entrata in vigore di Schengen, si aprì una fase nuova di spazio comune, di dialogo, di promozione dei diritti, di cultura condivisa che trae beneficio dalle diversità e ne fa leva di progresso”, ha spiegato Ma. Mattarella conclude: “La scelta di partecipare insieme alla costruzione dell’Unione Europea – comunità di valori – sancisce in modo netto il rifiuto delle ideologie totalitarie che avevano tristemente segnato la storia del Novecento. In questa prospettiva, come già auspicava lo stesso De Gasperi, i confini, da storici ostacoli naturali o artificiali, sono divenuti punti di incontro tra terre e popoli desiderosi di vivere in armonia e prosperare insieme”.
TRENTINO. MATTARELLA: VALORI DEMOCRATICI E DIPLOMAZIA VINSERO SULLE CONTRAPPOSIZIONI
“La approvazione da parte dall’Assemblea costituente italiana dello Statuto della Regione Trentino Alto-Adige/Südtirol avrebbe avviato il percorso di pieno riconoscimento delle autonomie speciali per i territori in essa ricompresi, definito, nel 1992, con la nuova ampia, adeguata condizione di autonomia. Come abbiamo già avuto modo di ricordare, con il presidente Van der Bellen, proprio qui a Merano nove anni fa, quella efficace soluzione individuata nel ’92 con il pacchetto e poi con lo Statuto nuovo trovò il riconoscimento di una piena e conclusiva composizione della vertenza in sede Onu”. Mattarella continua: “Superata l’odiosa pulizia etnica attuata con le opzioni, nel nuovo cammino non sono mancate -ne siamo tutti consapevoli- difficoltà, incomprensioni, se non diffidenze, superate grazie all’intento di costruire una storia comune. Si è trattato della vittoria della diplomazia sulle contrapposizioni, dei valori democratici sulla forza, della prevalenza di quanti, società civili, forze politiche antinaziste e antifasciste, si adoperarono tenacemente fin dall’inizio per una soluzione pacifica e costruttiva”.
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