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Iran, Trump lavora ad un piano per il dopoguerra

MondoIran, Trump lavora ad un piano per il dopoguerra

ROMA – Contenere l’Iran ed espandere la normalizzazione delle relazioni tra Israele e i suoi vicini, in primis con l’Arabia Saudita. Sarebbero questi i punti focali della strategia a lungo termine per il Medio Oriente messa in atto dall’amministrazione Trump per il dopoguerra. A rivelarlo è il sito Axios che cita come fonti funzionari americani. Sebbene il piano sia ancora alle fasi iniziali, la sua importanza risulta decisiva per la gestione della regione dopo la fine del conflitto in Iran, in vista di due scadenze elettorali importanti: le elezioni in Israele del 27 ottobre e le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti previste a novembre.

Stando a quanto riporta il sito d’informazione, la messa a punto della strategia coinvolge sia i vertici politici dell’amministrazione Trump sia i livelli operativi delle varie agenzie governative. Nelle ultime settimane, il presidente americano avrebbe già tenuto due incontri con consiglieri di alto livello per discutere le prime proposte. Per la chiusura del documento serviranno ancora alcune settimane.

Intanto, secondo il New York Times, nel conflitto con l’Iran gli Stati Uniti sembrano cambiare direzione e preferire la pressione economica a quella militare. Un scelta, approvata anche dall’Europa, secondo il segretario al Tesoro americano Scott Bessent che su X ha scritto: “L’Unione Europea ha ufficialmente aderito all’Operazione Fuorilegge Economico e apprezziamo la loro posizione forte e tempestiva. Gli Stati Uniti rimangono saldi al fianco dei nostri alleati per garantire che il regime iraniano omicida non possa sfruttare il sistema finanziario globale per finanziare le sue ambizioni nucleari, i programmi di armamento e i proxy terroristici. Il mondo sta inviando un messaggio chiaro al regime iraniano: Non ci fermeremo finché ogni lifeline finanziaria rimasta non sarà stata recisa”. Un cambio di rotta, che per il quotidiano statunitense, sarebbe dettato dall’esigenza di uscire da “un’avventura militare andata male”.

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