BOLOGNA – In occasione della sesta edizione del Festival di Emergency, in corso a Reggio Emilia, l’associazione ha annunciato una legge di iniziativa popolare per il diritto all’obiezione di coscienza alla guerra. Obiettivo, “garantire a tutte le cittadine e i cittadini la possibilità di rifiutarsi di prestare il proprio corpo, lavoro e consenso alla guerra e al riarmo”.
L’iniziativa rientra nella campagna R1pud1a di Emergency dedicata all’Articolo 11 della Costituzione che, da novembre 2024, ha raccolto la partecipazione e la voce di oltre 650 Comuni, 1.500 scuole, centinaia di festival e luoghi della cultura come biblioteche, teatri, cinema, associazioni.Insieme a 250.000 persone R1pud1a ha chiesto al governo di “sospendere la collaborazione militare con Israele, ha promosso e partecipato a incontri, marce, iniziative contro il riarmo e ha raccolto una richiesta diffusa di agire per fermare il clima di guerra”.
“Con la proposta di legge di iniziativa popolare, Emergency chiede al Parlamento di istituire, per tutte le cittadine e tutti i cittadini, il diritto di dichiararsi obiettrici e obiettori di coscienza alla guerra di fronte al possibile ritorno del servizio militare e per non dover partecipare col proprio lavoro alla progettazione, produzione, commercio, movimentazione di armi e strumenti destinati alle guerre in corso e a quelle future”, dichiara Simonetta Gola, direttrice della Comunicazione di Emergency. “Per rifiutare di essere coinvolti nella produzione di sofferenza senza per questo subire conseguenze professionali o penali. L’obiezione di coscienza è un diritto umano fondamentale riconosciuto dalla Carta dei diritti umani e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”.
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