“Minacciata la tenuta delle imprese sui mercati internazionali”
I costi energetici fuori controllo stanno mettendo a rischio la competitività delle imprese ceramiche italiane sui mercati internazionali. Con il prezzo del gas stabilmente oltre i 70 euro al megawattora, la produzione di ceramica in Italia sembra avviarsi verso una situazione insostenibile. Questo è l’allarme lanciato dal presidente di Confindustria Ceramica, Augusto Ciarrocchi, che sottolinea come il costo dell’energia sia oggi “circa il doppio rispetto a prima della chiusura dello Stretto di Hormuz”, mentre alcuni concorrenti esteri godono di tariffe più convenienti.
Secondo Ciarrocchi, è fondamentale implementare pienamente il servizio di liquidità previsto dal Decreto Bollette per ridurre il divario di costo tra Psv e Ttf, e apportare modifiche strutturali all’Ets. Ciò include la necessità di rivedere i benchmark per i combustibili: “Le quote gratuite devono rispecchiare le tecnologie attuali nei processi ceramici e prevenire che la decarbonizzazione si trasformi in delocalizzazione”.
Ciarrocchi esprime preoccupazione per la sicurezza delle forniture in vista dell’inverno, notando che gli stoccaggi europei sono “intorno al 65%, significativamente più bassi rispetto agli anni precedenti” e considerando la chiusura delle forniture di gas russo. Propone quindi l’implementazione di un “robusto servizio di interrompibilità tecnica del gas” e l’adozione di misure strutturali a lungo termine per le imprese ad alto consumo.
“L’industria deve essere parte integrante della soluzione. Per continuare a produrre e investire in Italia, è necessario avere accesso a energia disponibile, sicura e a prezzi competitivi” ha spiegato, aggiungendo che non si tratta di chiedere meno ambizione climatica, ma di evitare di compromettere la manifattura in Europa.
Questo argomento sarà al centro del convegno inaugurale di Cersaie 2026, previsto per lunedì 21 settembre a Bologna, con il tema “Energia sostenibile per la competitività”.
Ciro Di Pietro
