ROMA – L’esercito israeliano ha avviato da stamani delle esercitazioni militari “con vari scenari a sorpresa” in tutta la Cisgiordania occupata, spiegando che tali operazioni hanno come obiettivo il rafforzamento della sicurezza in vista delle imminenti festività ebraiche, a partire dal Rosh Hashanah, il capodanno ebraico, che inizia al tramonto di oggi per proseguire fino a domenica 13 settembre, per proseguire con lo Yom Kippur – la festa dell’Espiazione – del 21 settembre.I militari confermano che le operazioni, avviate intorno alle 6 ora locale, proseguiranno per tutto il pomeriggio, assicurando che sono state “pianificate in anticipo e che non sussiste alcun motivo di preoccupazione riguardo a incidenti di sicurezza in corso”.
L’annuncio arriva nel giorno in cui dall’Unicef, il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia, viene diffuso uno studio secondo cui si denuncia il clima di attacchi e profonda insicurezza che minaccia i bambini palestinesi nella Cisgiordania occupata: “Solo tra giugno e la prima settimana di settembre dieci bambini palestinesi sono stati uccisi in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est”, mentre “dall’inizio dell’anno, oltre 1.700 bambini palestinesi sono stati sfollati a causa della violenza dei coloni, delle restrizioni di accesso e delle demolizioni amministrative”. Inoltre nei primi sei mesi del 2026, l’Unicef ha “documentato 224 incidenti legati all’istruzione”, che hanno coinvolto “oltre 20.450 studenti e 859 insegnanti e personale scolastico”.
Dal 7 ottobre 2023 si è registrata un’escalation di violenze e operazioni militari anche in Cisgiordania, oltre che nella Striscia di Gaza, una situazione peggiorata negli ultimi mesi, al punto che l’ambasciatore degli Stati Uniti in Israele di recente ha definito i coloni israeliani violenti “terroristi”.Pur non appoggiando la politica di annessione che Tel Aviv sta perseguendo in Cisgiordania – dove da tempo Israele è accusato di sostenere le azioni dei coloni violenti per accelerare l’esodo dei palestinesi, che hanno già distrutto decine di villaggi – l’amministrazione Trump non ha tuttavia neanche espresso sostegno per la mossa di dodici Paesi, guidata da Regno Unito, Francia e Canada, di vietare l’importazione di beni commerciali prodotti negli insediamenti israeliani illegali nei Territori occupati, accusando Israele di perseguire la “pulizia etnica” nei Territori occupati.
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