venerdì, 9 Ottobre 26

Scuola e violenza di genere, FN contro il protocollo Valditara-Fondazione Cecchettin: “No alla criminalizzazione del maschio”

PoliticaScuola e violenza di genere, FN contro il protocollo Valditara-Fondazione Cecchettin: “No alla criminalizzazione del maschio”

VENEZIA – “Non accettiamo che il contrasto alla violenza venga trasformato nella criminalizzazione del maschio in quanto genere”. E dunque, “invito il ministro Valditara a non procedere con la firma del protocollo con la Fondazione Giulia Cecchettin, che considero un ‘cavallo di Troia’, per introdurre nelle scuole un’impostazione ideologica sul tema del maschile. È una preoccupazione che avevo espresso già in tempi non sospetti e per la quale fui duramente attaccato. Oggi, alla luce delle iniziative che si stanno prospettando, ritengo che quelle mie preoccupazioni siano diventate una realtà”. L’appello a non fare della scuola “un luogo nel quale un’intera categoria di giovani viene rappresentata come un problema da ‘decostruire’”, arriva dal consigliere regionale di Futuro Nazionale in Veneto, Stefano Valdegamberi.

“Non si tratta di negare l’importanza dell’educazione al rispetto o della prevenzione della violenza. Al contrario: significa chiedere che questi obiettivi vengano perseguiti senza colpevolizzare un intero genere e senza trasformare la scuola in un luogo di indottrinamento ideologico. Essere maschio non è una colpa. Essere femmina non è un’attenuante. Nessun bambino è colpevole per il proprio sesso e nessuna bambina è vittima per definizione. La scuola deve educare persone responsabili, non categorie da rieducare. Al Ministro Valditara chiediamo quindi una cosa precisa: educazione al rispetto sì, ideologia no”, dice Valdegamberi.

“Leggo alcune delle proposte e delle espressioni utilizzate nel dibattito sull’educazione al rispetto -dalle ‘gabbie della maschilità’ alla ‘presa di consapevolezza da parte del genere maschile’, fino alla cosiddetta ‘educazione maschile femminista’- e sorge una domanda: perché la responsabilità educativa dovrebbe essere rivolta principalmente ai ragazzi in quanto maschi? Noi- dice Valdegamberi- rifiutiamo l’idea che un bambino debba essere educato a considerarsi potenzialmente colpevole semplicemente perché è nato maschio. La violenza, il bullismo, la sopraffazione e il mancato rispetto non hanno un genere. Le responsabilità sono individuali e personali. Anche una donna può commettere violenza, perseguitare, maltrattare o esercitare bullismo, così come un uomo può essere vittima di violenza e sopraffazione. Per questo crediamo in un’educazione al rispetto realmente bidirezionale: maschi verso femmine e femmine verso maschi; ragazzi verso ragazze e ragazze verso ragazzi”.

Poi, per Valdegamberi, “c’è un’altra questione: l’educazione nasce innanzitutto dall’esempio degli adulti e dalla responsabilità delle famiglie. Se nelle piattaforme social troviamo quotidianamente messaggi sessisti aggressivi o denigratori pubblicati proprio dagli adulti, è legittimo chiedersi quale esempio si continua a dare ai figli. Non basta parlare di educazione al rispetto nelle scuole se fuori dalla scuola gli adulti offrono ai ragazzi modelli contraddittori”.
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