Roma, 15 set. (askanews) – È stata scoperta a Verona la prima terapia in grado di riparare il tessuto nervoso degenerato, grazie all’utilizzo di cellule dell’immunità, brevettate, come farmaci in grado di affrontare la malattia sotto diversi aspetti. Alcune cellule del sistema immunitario, note per il loro ruolo nel favorire la crescita dei tumori, possono infatti diventare alleate inattese nella rigenerazione del sistema nervoso. È quanto si legge in una nota.
La scoperta emerge da uno studio internazionale guidato dall’Università di Verona e dalla Statale di Milano, pubblicato sulla rivista Immunity, che identifica nei macrofagi associati al tumore (Tumor-Associated Macrophages, TAM) una potente capacità di stimolare la crescita dei nervi e la riparazione del midollo spinale. La ricerca è stata guidata da Ilaria Decimo, docente di Farmacologia all’ateneo di Verona, insieme a Massimo Locati e Francesco Bifari, docenti della Statale di Milano, con prima autrice Sissi Dolci, ricercatrice del dipartimento di Diagnostica e sanità pubblica dell’Università di Verona.
“Questo studio rivela un ruolo inedito dei macrofagi associati al tumore nel favorire la crescita neuronale”, spiega Ilaria Decimo, coordinatrice della ricerca. “Le stesse cellule che favoriscono l’innervazione dei tumori possono essere sfruttate per promuovere la rigenerazione del tessuto nervoso dopo una lesione del sistema nervoso centrale, come nel caso del midollo spinale”.
Proprio Ilaria Decimo racconterà la scoperta la sera di venerdì 25 settembre sul palco della Notte europea della Ricerca promossa dall’Università di Verona, in un intervento intitolato “Terapie avanzate per la rigenerazione del tessuto nervoso”. Dalle 20.30, sul palco allestito in Piazza dei Signori, saranno raccontate tre ricerche di primo piano dagli stessi protagonisti: oltre a Decimo, interverranno Paolo Pellegrini, docente di Filologia della Letteratura italiana, che accompagnerà il pubblico tra i luoghi della città di Verona e del suo territorio, visti attraverso gli occhi e i versi di Dante Alighieri, e il docente di Genetica Massimo Delledonne, che dal 2007, con l’arrivo delle nuove tecnologie di sequenziamento del DNA, si dedica prevalentemente al sequenziamento e all’interpretazione del genoma umano applicati alla clinica.
La Notte europea della Ricerca di Verona – conclude la nota – prevede nel complesso oltre 60 eventi, talk e laboratori, la cerimonia di proclamazione di 98 nuove dottoresse e dottori di ricerca, e l’intervento di apertura Massimo Polidoro, giornalista, scrittore e divulgatore scientifico, sul tema “Comunicare la scienza. Una sfida creativa”.
