Roma, 16 set. (askanews) – Il ministro della Difesa cinese Dong Jun ha invocato una sicurezza internazionale fondata sul dialogo anziché sullo scontro e sulla partnership anziché sui blocchi, adottando toni più misurati rispetto allo scorso anno nel suo intervento al Forum Xiangshan di Pechino. Nel discorso – che viene a poco più di una settimana del previsto viaggio negli Usa del presidente Xi Jinping – non ha fatto riferimento né a Taiwan né al Mar cinese meridionale, due dei principali terreni di tensione con gli Stati uniti e i loro alleati.
“E’ urgente migliorare la governance della sicurezza globale”, ha affermato Dong, secondo cui occorre promuovere “un mondo multipolare equo e ordinato e una globalizzazione economica universalmente vantaggiosa e inclusiva”, aprendo “una nuova strada verso la sicurezza basata sul dialogo anziché sul confronto, sulla partnership anziché sulle alleanze e su risultati vantaggiosi per tutti anziché su giochi a somma zero”. Il ministero della Difesa cinese ha confermato che Dong ha pronunciato il discorso programmatico all’apertura della 13ma edizione del Forum Xiangshan, dedicata quest’anno al tema della stabilità e della governance della sicurezza.
Senza nominare direttamente gli Stati uniti, il ministro ha invitato le “grandi potenze” ad assumersi la responsabilità di mantenere la stabilità globale e difendere il multilateralismo, esortando i Paesi a “resistere alle azioni sconsiderate che utilizzano la sicurezza come merce di scambio”.
“Non dobbiamo tollerare provocazioni che tentano di tenere in ostaggio gli interessi generali dei Paesi e delle regioni per perseguire interessi privati o quelli di piccoli gruppi. Dobbiamo lavorare insieme per contenerle”, ha detto Dong.
“La persistenza dei conflitti globali ci ricorda con sobrietà che la forza non può risolvere la radice dei problemi. La coercizione e la pressione non fanno altro che ampliare le divisioni e creare maggiori difficoltà”, ha aggiunto.
Dong ha presentato la Cina come una “grande potenza responsabile” e una “forza positiva e stabilizzatrice” nella soluzione delle crisi, offrendo inoltre una maggiore cooperazione militare con altri Paesi. Pechino, ha affermato, è pronta a condividere la propria esperienza nella “costruzione militare” e a “fornire assistenza nei limiti delle proprie capacità” alle forze armate straniere.
Il ministro ha anche chiesto di rafforzare la cooperazione attraverso esercitazioni e addestramenti congiunti e il dialogo in settori come intelligenza artificiale, spazio e profondità marine.
Rispetto al suo intervento dello scorso anno, Dong ha evitato riferimenti espliciti a Taiwan e al Mar cinese meridionale. Nel 2025 aveva definito il ritorno di Taiwan sotto il controllo di Pechino “parte integrante dell’ordine del dopoguerra” e aveva avvertito che la Cina era pronta a contrastare qualsiasi interferenza militare esterna.
