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Giovani e sicurezza: il bisogno di tranquillità dentro e fuori casa

AttualitàGiovani e sicurezza: il bisogno di tranquillità dentro e fuori casa

Roma, 16 set. (askanews) – Con la ripresa degli studi, delle attività lavorative e, in generale, degli impegni quotidiani, settembre segna per molti giovani il ritorno alla routine. Questo momento dell’anno, caratterizzato da nuove abitudini e organizzazione della vita, riporta l’attenzione anche sulla percezione di sicurezza all’interno della propria casa. Secondo i dati raccolti dalla quarta edizione dell’Osservatorio sulla Sicurezza della Casa Censis-Verisure, realizzato con il contributo del Servizio Analisi Criminale del Ministero dell’Interno, la paura di vivere situazioni di rischio tra le mura domestiche è diffusa anche tra i più giovani. Le persone tra i 18 e i 34 anni dichiarano di sentirsi a disagio quando sono sole in casa o quando lasciano la propria abitazione incustodita ed esprimono frequentemente il timore di incidenti o malori. I dati mostrano, quindi, che la percezione dell’insicurezza domestica interessa tutte le età, anche le fasce più giovani. Non solo, il 52,1% delle persone tra i 18 e i 34 anni ha timore di lasciare la casa incustodita, timore condiviso dal 45,7% delle persone tra i 35 e i 64 anni e dal 35,3% degli over 65.

La casa vuota non è l’unica fonte di preoccupazione. Dalla quarta edizione dell’Osservatorio sulla Sicurezza della Casa Censis-Verisure emerge come tra i giovani sia diffuso anche il timore di rimanere soli tra le mura domestiche. Il 39,4% dei giovani tra 18 e 34 anni ha paura di restare solo in casa durante la notte, rispetto al 26,1% del totale della popolazione. Durante il giorno questa percentuale diminuisce leggermente, coinvolgendo il 22,3% dei 18-34enni rispetto al 11,8% della popolazione complessiva. Le paure non riguardano soltanto la possibilità di un’intrusione. Quasi un giovane su due, il 47,8%, teme di potersi sentire male in casa senza ricevere soccorso; il 37,2% ha invece paura di rimanere vittima di un incidente domestico.

Sul fronte dei comportamenti quotidiani, i giovani mostrano una particolare attenzione ai punti di accesso alla propria casa: il 92,6% dichiara di non aprire la porta agli sconosciuti, rispetto all’87% della popolazione complessiva. La prudenza risulta, invece, meno diffusa quando si passa alla condivisione online. Il 54% dei 18-34enni evita di pubblicare sui social fotografie o informazioni su vacanze e viaggi mentre si trova fuori casa, rispetto al 69,2% della popolazione italiana complessiva.

Condividere in tempo reale immagini, posizione o informazioni sulla durata di un viaggio può rendere riconoscibile la propria assenza e fornire indicazioni sulle abitudini di chi vive nell’abitazione. Un aspetto particolarmente rilevante considerando che nel 72,6% dei casi di furto la casa era vuota al momento dell’intrusione e che anche assenze temporanee possono essere sufficienti per esporla a rischi.

Il quadro non si esaurisce nelle preoccupazioni. L’87,7% dei giovani considera la sicurezza domestica un elemento sempre più importante della propria vita e l’86,5% ritiene che avere dispositivi di sicurezza in casa aiuti a vivere meglio e a sentirsi più tranquilli.

Dalle risposte emerge però che, nella percezione dei 18-34enni, la protezione non coincide con un singolo dispositivo. L’81% ritiene più efficace un sistema integrato e personalizzato sulla base delle esigenze di chi vive nell’abitazione. Alla tecnologia si affianca il valore attribuito alla componente umana: il 71,4% dei giovani dichiara di non volere soltanto un allarme che suona, ma un servizio con persone in grado di offrire assistenza prima, durante e dopo un’eventuale situazione di pericolo. Una richiesta coerente con le preoccupazioni emerse dall’indagine: non soltanto rilevare un problema, ma sapere di poter contare sul supporto e sull’intervento di professionisti qualificati in caso di necessità.

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