ROMA – Lo stop al bollo auto per le vetture fino a 80 kW voluta dal governo Meloni è una scelta “tangibile, popolare e politicamente intelligente”, capace di lasciare un’opposizione “visibilmente spiazzata”. Così Mario Sechi, neo direttore dell’agenzia di stampa Dire, ospite dell’ultima puntata di Porta a Porta.
“UN’OPERAZIONE ELETTORALE CHE FUNZIONA”
Nel corso del dibattito con Silvia Sardone e Federico Fubini, Sechi ha respinto le critiche della sinistra, definendo la mossa dell’esecutivo un intervento efficace sotto il profilo politico e temporale. “Sfido chiunque a dire che qualsiasi governo di qualsiasi colore non faccia operazioni elettorali, ma questa è una mossa che funziona, diciamoci la verità”, ha affermato.
Un provvedimento che si inserisce alla vigilia della legge di bilancio e in un momento in cui l’Italia potrebbe beneficiare di maggiore “spazio fiscale” grazie alla possibile uscita dalla procedura d’infrazione europea. Alla contestazione sul cinismo politico della misura, Sechi ha replicato: “Il cinismo non è una categoria negativa in politica, qualche volta bisogna esserlo per non commettere errori per eccesso di buonismo o cattivismo. Bisogna leggere bene Machiavelli, noi italiani ce lo siamo dimenticati”.
“NO ALLA LOTTA DI CLASSE SULLE CILINDRATE”
“Adesso fare la lotta di classe sulla cilindrata dell’auto, nel momento in cui l’auto da 80 kW viene esentata dal bollo, è da ragionieri”, ha incalzato Sechi, sottolineando il peso che la tassa automobilistica ha sul bilancio delle famiglie comuni. “Ci sono persone che usano la macchina e per le persone normali questi sono soldi reali. Non capisco come si possa contestare un provvedimento così tangibile”.
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