ROMA – “L’unica parte in questo conflitto ad aver commesso crimini di guerra è il regime iraniano, che ha ucciso migliaia di propri cittadini, ha eliminato americani all’estero, ha compiuto atti di terrorismo nello Stretto di Hormuz e ha lanciato attacchi indiscriminati contro i vicini della regione”. È la replica della portavoce della Casa Bianca Anna Kelly, sollecitata dall’emittente Aljazeera, all’indomani di un report delle Nazioni Unite secondo cui sussistono “fondati motivi” che gli Stati Uniti abbiano commesso crimini di guerra in Iran, per l’uccisione di 178 civili nel giorno stesso del lancio dell’offensiva con Israele, il 28 febbraio.”Il presidente Trump- ha dichiarato la portavoce- sta garantendo con coraggio che un Paese così malvagio non entri mai in possesso di armi nucleari; ciò renderà il mondo intero più sicuro e stabile”. Posizione che, ha aggiunto la portavoce, “è in linea con le dichiarazioni rilasciate negli ultimi mesi non solo dal Segretario di Stato, ma anche dal Segretario alla Difesa, i quali hanno sostenuto che nessuno degli attacchi ha violato in alcun modo le leggi sui conflitti armati”.
DUE GLI EPISODI CHIAVE: LA STRAGE ALLA SCUOLA DI MINAB E I RAID SU LAMARD
Nelle sue conclusioni, la missione Onu ieri ha illustrato due diversi episodi, tra cui il missile che il 28 febbraio ha colpito una scuola elementare di Minab, uccidendo 168 persone tra minori e personale scolastico, secondo il bilancio riferito dalle autorità, e poi i “missili di precisione” che avrebbero disperso proiettili di tungsteno su un “complesso sportivo e una zona residenziale chiaramente identificabili” nella città meridionale di Lamard.”La missione- si legge nella nota- ha riscontrato motivi ragionevoli per ritenere che gli Stati Uniti abbiano commesso il crimine di guerra di aver lanciato attacchi indiscriminati che hanno provocato la perdita di vite umane o il ferimento di civili o danni a beni civili”.La strage della scuola di Minab ha suscitato grande clamore sia in Iran che a livello internazionale, con appelli alle autorità statunitensi a indagare. Un’inchiesta militare interna aperta pochi giorni dopo l’attacco ha rivelato che le mappe in possesso del Comando statunitense fossero obsolete: la scuola sorgeva dove un tempo era indicata una base militare dei Pasdaran. Tuttavia, le indagini non sono proseguite e al momento non ci sono indagati.
L’ONU ACCUSA ANCHE TEHERAN DI UCCISIONI E TORTURE NELLE PROTESTE DEI CIVILI
La stessa missione Onu che ha accusato gli Stati Uniti di crimini di guerra ha indagato anche la condotta delle autorità iraniane in relazione alle proteste anti-governative tra dicembre 2025 e gennaio scorso, concludendo che i civili hanno subito “violazioni gravi dei diritti”, molte delle quali costituiscono “crimini contro l’umanità commessi dal loro governo”.In particolare, l’Onu conferma “uccisioni su vasta scala da parte delle forze di sicurezza in tutte le province” durante la “violenta repressione” del governo contro le proteste di massa. “Almeno 221 bambini, alcuni di appena due anni, sono stati uccisi”. Inoltre, le forze di sicurezza “hanno attaccato le strutture sanitarie, picchiando e arrestando i manifestanti feriti e arrestando alcuni operatori sanitari, scoraggiando le vittime dal cercare cure salvavita”.La missione ha aggiunto che “decine di migliaia di persone sono state sottoposte a detenzione arbitraria, dove hanno subito torture, isolamento e diniego di assistenza legale, mentre le famiglie sono state lasciate senza alcuna informazione sulla sorte dei loro cari, in circostanze che destano preoccupazione per le sparizioni forzate”. Inoltre, si conferma l’esecuzione a morte di “almeno 29 uomini in relazione alle proteste, seguite a processi sommari – cinque dei quali sono stati giustiziati pubblicamente – e oltre 70 persone, tra cui cinque donne e tre ragazzi, corrono ancora un rischio imminente di esecuzione”.
(photo credit: amnesty international/web)
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it
