ROMA – “Il Vietnam è un prodigio dell’Asean, silenzioso, resiliente ed oggi, soprattutto, più determinato che mai nel riscrivere, con determinata stabilità politica, le regole di una crescita economica già prevalente sulla pandemia e sintetizzabili, dal visionario e innovatore presidente Tô Lâm”. Cosi Nunzio Bevilacqua, giurista d’impresa ed esperto economico internazionale, in questi giorni alla manifestazione Viet Industry Hanoi 2026, in corso fino a oggi nella capitale del Paese. Il focus è sulle infrastrutture industriali, le costruzioni e le utilities. Bevilacqua evidenzia: “C’è un settore privato ‘pilastro portante’ di un’economia di mercato creatrice di ‘benessere sociale’, apertura agli investimenti e competenze estere, da cui i maxi-progetti non possono prescindere per mole finanziaria e necessità tecnologiche, ‘multilateralismo economico’ per evitare abusi di posizioni dominanti da parte di un singolo Paese e rigorosa programmazione-Stato con tempi di attuazione che ricordano, per alcuni aspetti, il vicino ‘Gigante cinese'”.
L’esperto sottolinea: “Il Paese nel progressivo passaggio da esportatore di materia prima a creatore di un propria ‘identità industriale’, non solo produttiva per conto terzi, ha accelerato lo sviluppo infrastrutturale molto rapidamente ponendo come priorità il potenziamento energetico di parte generativa, con mix non eccessivamente esposto su singola fonte, – dove aziende italiane tecnologiche attive nelle rinnovabili potrebbero trovare dei validi spazi – e di quella distributiva ove opportunità potrebbero emergere non solo per Pmi italiane con elevati skill nell’elettromeccanica relativa alle reti elettriche ma anche per un’eccellenza internazionale dell’alta tensione come il gruppo Terna qualora volesse ascrivere, in futuro, l’Asean tra i mercati target come un tempo lo è stato il Mercosur”.
Bevilacqua continua: “Con riferimento alle infrastrutture idriche, autostradali e ferroviarie, all’evento tra le numerose realtà, quanto ai tunnel – componente fondamentale per la programmazione economica – erano presenti due eccellenze del ‘Made in Europe’ la metalmeccanica tedesca Herrenknecht AG – leader nello scavo meccanizzato di gallerie – e l’italiana De Cardenas che, assieme allo storico Gruppo Boldrocchi, rappresenta l’emblema della qualità made in Italy e punto di riferimento per la ventilazione e filtrazione sia infrastrutturale che industriale”. Secondo l’esperto, “è proprio la progettazione di un’alta velocità/capacità ferroviaria da un lato e di programmi di smart mobility – per adesso avviati dal Vietnam con la Cina – che dovrebbero far valutare positivamente una cooperazione Italia-Vietnam con le due nostre aziende di Stato ad expertise massimo rispettivamente nella progettazione Av/Ac come il Gruppo Ferrovie dello Stato e Anas per progetti di Smart Road”.
E ancora: “il piano di piattaforma logistica integrata stradale/ferroviaria/portuale – nella declinazione non solo marittima ma anche fluviale – genera un’occasione unica per tutte le specificità e verticali di settore di cui le Pmi italiane sono portatrici, sia per la ‘blu economy’ che per le competenze a corredo del settore oil & gas ad ausilio dell’azienda di Stato – la Petrovietnam – la quale sta implementando tecnologie per l’efficienza che consentano da un lato di rispondere all’aumento di fabbisogno energetico interno e dall’altro alla progressiva riduzione dell’impatto ambientale”.Conclude l’esperto: “In Vietnam siamo nel pieno di un’attuazione di un piano economico in cui il breve periodo è iniziato ieri e dove i player italiani dovrebbero rispondere; non solo le Pmi strutturate e abituate ad individuare opportunità’ emergenti a livello globale, ma anche aziende pubbliche o a controllo pubblico: queste con la loro attività estera potrebbero adempiere ad una duplice missione, quella di diversificare il business in più mercati attuando al meglio l’attività ‘imprenditoriale pubblica’ e fare da ‘ombrello’ o da ‘funzione Paese’ ad aziende meno dimensionate e non in grado di approcciare, senza adeguate forme consortili, destinazioni fuori dai confini nazionali”.
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