venerdì, 9 Ottobre 26

Prof aggredita a Roma, Proietti (Cyber Security Foundation): “La rete può amplificare il disagio giovanile”

PoliticaProf aggredita a Roma, Proietti (Cyber Security Foundation): “La rete può amplificare il disagio giovanile”

ROMA – “L’aggressione all’insegnante a Roma non è un caso isolato e ci richiama alla responsabilità di affrontare il disagio giovanile prima che possa assumere forme estreme. Alla docente, alla sua famiglia e alla comunità scolastica va la nostra vicinanza. L’indignazione deve tradursi in un impegno educativo che continui anche quando l’attenzione pubblica si spegne. Il disagio giovanile ha radici molteplici: fragilità personali, contesto familiare, relazioni tra coetanei, presenza degli adulti e delle istituzioni. Attribuire tutto alla rete sarebbe un errore, ma sarebbe altrettanto miope considerarla un elemento neutro. Per moltissimi ragazzi lo spazio digitale è oggi il luogo in cui si costruiscono relazioni, si cerca riconoscimento e si forma buona parte dell’immaginario, e dove la violenza circola spesso senza filtri, fino a diventare linguaggio, appartenenza, persino modello”. È quanto dichiara Marco Gabriele Proietti, fondatore e presidente della Cyber Security Foundation, la prima fondazione no-profit in Italia dedicata alla promozione e alla diffusione della cultura della sicurezza informatica e cibernetica.

“La rete- prosegue Proietti- non è la sola causa, ma è una delle cause con cui dobbiamo fare i conti. Saper utilizzare uno smartphone non significa saper riconoscere contenuti pericolosi, dinamiche di sopraffazione o le conseguenze delle proprie azioni online. Il rischio maggiore non è la tecnologia in sé, ma la solitudine con cui tanti giovani la attraversano. Hanno bisogno di una guida, di occasioni per confrontarsi e di adulti preparati ad ascoltarli e a cogliere i segnali di disagio”.

“La scuola non può essere lasciata sola davanti a fenomeni di questa portata. Da anni la Cyber Security Foundation porta nelle classi la formazione sui rischi della rete e sull’uso consapevole delle tecnologie, insieme alla Polizia Postale e all’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. La nostra esperienza ci dice che gli incontri isolati non bastano: l’educazione digitale dovrebbe diventare un percorso stabile, inserito nella vita scolastica e rivolto a studenti, docenti e famiglie, per rendere i giovani più consapevoli di ciò che vedono, condividono e vivono online. Per questo siamo a disposizione delle istituzioni e di tutti gli istituti, dalle medie alle superiori, che vogliano costruirlo insieme a noi. Ai nostri giovani dobbiamo un ambiente digitale più sicuro e, soprattutto, adulti presentii”, conclude Proietti.
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