venerdì, 9 Ottobre 26

Tetto del 30% agli stranieri in classe: ma quanti sono gli studenti interessati?

PoliticaTetto del 30% agli stranieri in classe: ma quanti sono gli studenti interessati?

di Amelia Cartia

ROMA – Un tetto del 30% al numero di studenti di origine straniera per ogni classe. Il provvedimento del ministero dell’Istruzione e del Merito guidato da Giuseppe Valditara, annunciato nei giorni scorsi dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Fenix, mira a convertire in legge una norma già presentata da una circolare dal 2010 dall’allora ministra Mariastella Gelmini.

Quanti sono dunque gli studenti interessati da questo provvedimento? Secondo i dati raccolti da Ismu Ets gli alunni con cittadinanza non italiana iscritti nelle scuole italiane sono 931.323, su una popolazione scolastica complessiva di poco più di 8 milioni di studenti. Si tratta dunque di circa l’11,6% della popolazione scolastica italiana: quasi dodici studenti ogni cento iscritti hanno cittadinanza straniera.Secondo gli ultimi dati disponibili, elaborati da Fondazione Ismu Ets su fonte Istat e relativi all’anno scolastico 2024/25, la presenza degli alunni con cittadinanza non italiana varia a seconda dell’ordine di scuola.La quota più elevata si registra nella scuola primaria (13,7%), seguita dalla scuola dell’infanzia (12,7%) e dalla secondaria di primo grado (12,6%), mentre la più bassa incidenza si registra nella secondaria di secondo grado, dove gli studenti con cittadinanza non italiana rappresentano meno del 9%.Nel complesso, il 48,4% degli alunni con cittadinanza non italiana è costituito da studentesse e il 51,6% da studenti. Il rapporto si inverte nella scuola secondaria di secondo grado, dove le ragazze superano, seppure di poco, i ragazzi.

SCUOLE SECONDARIE – Circa 95mila studenti stranieri nelle scuole secondarie, pari al 40%, scelgono istituti tecnici, a fronte degli studenti di origini italiane, che in queste scuole rappresentano meno di un terzo della popolazione scolastica.Rimane quello che può essere chiamato “divario liceale”: si registra infatti una distanza di 20 punti percentuali nella distribuzione degli alunni nei licei, i cui iscritti sono per il 52% di origini italiane, e per meno di un terzo di origini non italiane.In sintesi la Fondazione Ismu Ets rileva che 14,6 studenti con cittadinanza non italiana su 100 frequentano un istituto professionale, 10,6 un istituto tecnico e 5,3 un liceo.

DISTRIBUZIONE TERRITORIALE – Oltre il 65% degli studenti con cittadinanza non italiana frequenta scuole delle regioni settentrionali.Il 37,6% si trova nel Nord-Ovest e il 27,4% nel Nord-Est. Seguono il Centro con il 21,4%, il Sud, con il 9,5%, e le Isole, con il 3,8%.La Lombardia, rileva Ismu Ets, si conferma la prima regione italiana per numero di alunni cittadinanza non italiana, pari a 237mila: è nelle scuole di questa regione che si trova oltre un quarto di tutti gli studenti con cittadinanza non italiana presenti su tutto il territorio nazionale.Seguono Emilia-Romagna (12,2%) e Veneto (10,8%). All’estremo opposto, le regioni con meno di un punto percentuale del totale nazionale sono Valle d’Aosta, Molise, Basilicata e Sardegna.

STUDENTI CON DISABILITÀ – Nell’ultimo decennio il numero complessivo di alunni con disabilità nelle scuole italiane è raddoppiato. Sono oggi circa 377mila, pari al 4,8% degli iscritti, e sono prevalentemente concentrati nel primo ciclo di istruzione (fonte Mim, 2025, a.s. 2024/25).Tra gli alunni con cittadinanza non italiana, quelli con disabilità rappresentano il 15,8% del totale. Il dato raggiunge livelli particolarmente elevati in Lombardia (28%), Emilia-Romagna (26,4%) e Veneto (25,8%).

PROSPETTIVE UNIVERSITARIE – In base a quanto raccolto da Istat e Fondazione Ismu Ets, emerge che il 57,8% degli studenti italiani iscritti alle scuole secondarie di secondo grado intende continuare con un percorso universitario, contro il 44% dei ragazzi con cittadinanza non italiana. Al contrario, il 24,6% degli studenti di origini straniere dichiara di voler cercare un lavoro, a fronte del 16,8% degli italiani che dichiarano lo stesso. Tra i ragazzi arrivati più di recente, la scelta di lavorare raggiunge il 31,1%.Per quanto riguarda la differenza di genere, la scelta universitaria è fatta dal 68,5% delle ragazze italiane, contro il 55% delle straniere, e scende rispettivamente al 47,5% tra i ragazzi italiani e al 34,5% tra i ragazzi con cittadinanza non italiana.Il 37,9% dei ragazzi con cittadinanza non italiana, infine, immagina di costruire il proprio futuro in Italia, a fronte del 45,6% degli italiani. E se il 7,9% dei ragazzi con cittadinanza non italiana immagina di rientrare nel Paese di origine della propria famiglia, mentre il 30,5% pensa di spostarsi verso un Paese terzo, non sono da meno i ragazzi di origini italiana: anche per il 32,7%, infatti, la prospettiva è di spostarsi all’estero.
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