ROMA – Il 2026 segna un anniversario importante nelle relazioni tra Giappone e Italia, il 160mo anniversario delle relazioni diplomatiche tra i nostri due Paesi. Un’antica amicizia che si è cementata negli anni trovando sempre nuove ragioni per rinsaldarsi e crescere. Due nazioni che hanno deciso di stringere relazioni diplomatiche mentre si affacciavano al mondo: il 25 agosto 1866 l’Italia aveva da poco completato l’unificazione e il Giappone si avviava verso il periodo Meiji aprendosi al mondo. Due Paesi che oggi rappresentano ognuno un intero universo di riferimenti, dalla cultura alla scienza, dall’arte alla tecnologia, dal gusto assoluto perseguito e coltivato come caratteristica intima alla tenacia e ai talenti del reciproco settore industriale e artigiano. Due Paesi così distanti e così simili. Dall’amore per il bello come intimo slancio a migliorare alla tradizione coltivata non come sterile conservazione ma come slancio verso il futuro forti di basi solidissime. Nazioni che hanno un territorio splendido, un patrimonio naturale di biodiversità e uno artistico e culturale con pochi pari, ma sono anche territori fragili, esposti a sismicità, presenza di vulcani e dissesto idrogeologico. Territori che nelle aree interne soffrono lo spopolamento, che peggiora queste condizioni. Due manifatture vivaci e di successo, forti tanto della tradizione quanto dell’innovazione, ma che devono fare i conti con la scarsità di materie prime nazionali. C’è chi facendo riferimento a queste intime relazioni finisce per accontentarsi di luoghi comuni ormai consumati: il Giappone dell’alta tecnologia e delle geishe o dei samurai; l’Italia il Paese dell’arte e della moda dove si balla e si canta, due Paesi che però a guardarli bene, più nel dettaglio, mostrano un tessuto comune che spiega e innerva una relazione di lungo periodo e più che solida. Questi i temi al centro della XIII Riunione del Forum Italia Giappone, oggi a Roma e ospitata al Campidoglio.
I 160 anni delle relazioni diplomatiche tra Giappone e Italia sono “una ricorrenza che celebriamo dando voce alle forze sociali, ai corpi intermedi, ai territori, agli agricoltori, ai giovani, alle PMI, con lo scopo di allargare la cooperazione bilaterale dai grandi accordi governativi al vero tessuto sociale ed economico dei due paesi”, dice Daniele Di Santo, presidente della Japan Italy Economic Federation, che organizza il Forum. “In questa riunione, come nel nostro lavoro quotidiano, puntiamo a rappresentare una piattaforma di dialogo sui temi dell’economia, dell’agricoltura, dell’economia circolare, dei territori, i nostri ambiti di attività principali, con lo scopo di rendere più inclusive e trasversali le relazioni politiche ed economiche e rispondere alla nostra natura di ponte nella diplomazia economica bilaterale”, spiega Di Santo.
Italia e Giappone, unite da antica amicizia, oggi si trovano ad affrontare sfide vecchie e nuove. Le conseguenze delle crisi internazionali che sconvolgono le catene di fornitura ricordano a due Paesi dotati di una settore manifatturiero vivace e avanzato ma privi di risorse proprie, di materie prime e di fossili, quanto si rischiosa la dipendenza da fornitori unici. Gli scossoni sui mercati fanno temere per l’export e anche per l’import. La fine del multilateralismo, o almeno la sua grave crisi, ricorda l’importanza di stringere rapporti solidi con paesi amici, di vecchia data o nuovi, rapporti sicuri. Ed è così che quell’antica amicizia mostra tutto il proprio valore vedendo i nostri due Paesi ancora una volta uniti nella ricerca delle soluzioni. Un’antica amicizia oggi modernissima. “Italia e Giappone sono entrambi paesi poveri di materie prime e proprio per questo hanno sviluppato due tra le più brillanti manifatture al mondo. Due paesi con un tessuto imprenditoriale fondato sulle PMI, che costituiscono oltre il 99% dei due sistemi paese e impiegano il 70% della forza lavoro in Giappone e l’80% in Italia”, ricorda Di Santo. “Italia e Giappone condividono anche i problemi e le sfide: i due paesi si trovano entrambi al centro di contesti geopolitici molto critici, una nel mediterraneo, l’altra nell’indopacifico e risentono in modo particolare dei problemi di approvvigionamento e dell’aumento dei costi delle materie prime”, prosegue, “entrambi hanno un territorio fragile, soggetto a eventi naturali e agli effetti del cambiamento climatico. Infine, ricordiamo l’invecchiamento della popolazione, che si riflette sulla salute delle aziende e sulla sicurezza alimentare”. La forza speciale, il super potere, dei nostri due Paesi è la forza dei territori, delle comunità che li abitano, dell’antica cultura e delle formazioni sociali che esprimono. Un approccio che è connaturato a JIEF, che ne fa progetto, una visione concentrata sulla dimensione del territorio, inteso in tutta la sua ricchezza e complessità. Il motore del successo di due Paesi, che gira silenzioso alimentato dai territori. Una tela fitta fatta di agricoltura, di imprese artigiane e di ricerca, che con radici salde si proiettano nel mondo meritando il successo accordato ai due Paesi che rappresentano, un approccio che fa perno sul ruolo dei corpi intermedi, organizzazioni libere e autonome che si pongono tra i Cittadini e le Istituzioni dello Stato.
“Le buone relazioni tra Giappone e Italia non si limitano al solo ambito governativo, ma scambio e cooperazione tra le imprese private sono il simbolo delle relazioni tra i due paesi”, dice Sua Eccellenza Hikariko Ono, Ambasciatore del Giappone in Italia, intervenendo alla riunione del Forum. “Il 2026 è un anno importante in cui ricorre il 160° anniversario dell’instaurazione delle relazioni diplomatiche tra il Giappone e l’Italia”, prosegue, nell’anno in cui, “in occasione della sua visita, il Primo Ministro Meloni ha festeggiato il suo compleanno in Giappone. Il nostro Primo Ministro Sanae Takaichi, dopo un paio di mesi, è venuta in Italia. Insomma, in 6 mesi abbiamo scambiato due Primi Ministri”, e “avendo assistito alle visite reciproche dei due leader mi è sembrato che tra loro ci sia un’ottima intesa”. Ono, ricordando le buone relazioni “che rappresentano il nostro futuro delle relazioni tra Italia e Giappone” segnala, che “oltre ai tradizionali punti di forza del settore manifatturiero, il Giappone e l’Italia racchiudono un enorme potenziale per la creazione congiunta di nuovi modelli di business, sfruttando i reciproci punti di forza anche in settori tecnologici all’avanguardia quali la trasformazione verde, la trasformazione digitale, lo spazio e le biotecnologie. Attraverso la cooperazione in materia di agricoltura intelligente, strategie relative alle indicazioni geografiche, tecniche di produzione di prodotti agricoli ad alta qualità e tecnologie di trasformazione alimentare, è possibile promuovere un ulteriore sviluppo reciproco. Ci auguriamo- aggiunge l’Ambasciatore- che questo Forum funga da catalizzatore in tal senso”. Intanto, “tra esattamente sei mesi, nel marzo del prossimo anno, si terrà il Green Expo 2027 (si terrà a Yokohama dal 19 marzo al 26 settembre 2027, ndr). Oltre al governo italiano, anche le agenzie delle Nazioni Unite con sede a Roma hanno annunciato la propria partecipazione. Mi auguro che grazie a questo evento le tradizioni dell’agricoltura italiana e l’impegno quotidiano delle organizzazioni internazionali che affrontano la crisi alimentare in tutto il mondo possano essere fatte conoscere al mondo intero”, conclude Sua Eccellenza Ono.
Oggi celebriamo quindi i 160 anni di relazioni diplomatiche, “un rapporto che non fu solo sulla carta, non si fermò solo al trattato. L’anno dopo, subito, nel 1867 arrivò il primo rappresentante diplomatico, e da allora artisti, incisioni, architetti italiani contribuirono a formare, grazie alla contaminazione identitaria che è una cosa che noi in Italia viviamo sul cibo e che ha consentito la ricchezza del nostro patrimonio culturale, hanno cominciato a formare una generazione di giovani nuovi giapponesi”, ha detto nel suo intervento Luca De Carlo, presidente della IX Commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura del Senato. “Oggi quella relazione è stata elevata a partenariato strategico speciale. Italia e Giappone infatti collaborano nella sicurezza, nella ricerca scientifica, nello spazio, nell’intelligenza artificiale e nell’energia. Sono entrambi poi membri del G7 e del G20 e condividono quindi la difesa della democrazia e dell’ordine mondiale fondato sulle regole e sulla libertà”, aggiunge De Carlo.
La riunione del Forum Italia Giappone ha visto anche la presentazione dell’avanzamento di Japan Italy Future Farmers, un progetto realizzato e supportato passo dopo passo da Japan Italy Economic Federation per contribuire a rafforzare il valore e lo scambio tra i giovani di Italia e Giappone e dare slancio al dialogo tra i due paesi su temi-chiave quali l’agricoltura, l’ambiente e il futuro delle giovani generazioni. I futuri agricoltori in Giappone e Italia sono chiamati ad affrontare sfide comuni, dall’invecchiamento della popolazione in generale alle difficoltà di sostituzione dei conduttori delle aziende. Circostanze che si intrecciano con lo spopolamento delle aree interne, legato al mancato sviluppo del settore agricole e all’assenza di connessioni e reti che favoriscano lo sviluppo delle aziende e il ruolo dei giovani, in una generale transizione ecologica e digitale anche del settore primario. Si tratta di un progetto di scambio internazionale ideato per offrire alla generazione di studenti delle scuole superiori, che si farà carico del futuro dell’agricoltura, l’opportunità di condividere competenze ed esperienze che raramente si acquisiscono nella normale vita scolastica e di acquisire un’ampia visione internazionale come futuri agricoltori. Sono stati selezionati 4 istituti italiani e altrettanti giapponesi, divisi in 4 gruppi in base alle caratteristiche delle rispettive strutture e dei contenuti didattici. Nel corso di un intero anno, ciascun gruppo ha tenuto incontri periodici per presentare le scuole e le specificità locali, scambiare conoscenze e realizzare prodotti integrando esperienze e saper fare dell’istituto partner. Il progetto ha ottenuto il prestigioso riconoscimento da parte della Toshiba Foundation di “iniziativa dell’anno” per aver rafforzato il dialogo tra i due paesi e contribuito alla conoscenza del Giappone nel mondo.
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it
