Milano, 22 set. (askanews) – La vendemmia 2026 del Bardolino è iniziata il 14 settembre sui circa 2.400 ettari della Denominazione con prospettive qualitative alte, uve sane, buone gradazioni e una buona acidità. La raccolta è partita con circa una settimana di anticipo rispetto alle medie del passato, mentre i volumi dovrebbero risultare leggermente inferiori alla media. Il Consorzio vini Bardolino prevede una produzione nell’ordine dei 20 milioni di bottiglie, equamente suddivise tra Bardolino e Chiaretto.
L’andamento climatico ha mantenuto fino alla raccolta l’anticipo accumulato nella prima parte della stagione. Bel tempo e temperature favorevoli, intervallati inizialmente da piogge utili ai vigneti, hanno lasciato da luglio spazio a una fase più calda e asciutta. Le temperature elevate e la scarsità di precipitazioni hanno sottoposto le piante a stress idrico, ma la presenza dell’irrigazione su tutto il territorio ha consentito di limitarne gli effetti sulla maturazione. Le piogge arrivate in prossimità della vendemmia hanno poi ristabilito condizioni idriche più equilibrate. Le grandinate hanno interessato soltanto alcune aree circoscritte, provocando in determinati casi danni anche gravi. Nel resto dell’areale le uve sono arrivate alla raccolta in condizioni sanitarie considerate ottimali, con gradazioni elevate e un’acidità che ha mantenuto un buon equilibrio nonostante il caldo estivo.
“Sarà una vendemmia degna del Centenario di nascita del Consorzio” ha dichiarato il presidente Fabio Dei Micheli, aggiungendo che “le recenti piogge hanno riportato a un equilibrio idrico ottimale per i vigneti e consentito l’avvio della fase vendemmiale con circa una settimana di anticipo rispetto alle medie del passato”.
Le celebrazioni per i cento anni sono in programma dal 9 all’11 ottobre, poco dopo la conclusione della raccolta. La ricorrenza fa riferimento alla nascita, nel 1926, del primo Consorzio Bardolino. Dopo il riconoscimento della Doc nel 1968, nel 1969 l’organismo assunse la funzione di Consorzio di tutela. Nel 2026 Vinitaly gli ha attribuito il riconoscimento “100 anni d’eccellenza”. Il quadro produttivo atteso per quest’anno segue i 21 milioni di bottiglie del 2025, suddivisi tra 11 milioni di Bardolino e 10 milioni di Chiaretto.
Alla vigilia della raccolta il Consorzio è intervenuto anche sulla gestione dei quantitativi. Il 19 agosto scorso la Regione Veneto, accogliendone la richiesta, ha disposto lo stoccaggio di una parte della produzione ottenuta dalla vendemmia 2026 e destinabile alla Doc Bardolino. La misura riguarda le uve eccedenti le 10 tonnellate per ettaro fino al limite massimo di 12 tonnellate; per le produzioni certificate Sqnpi, Equalitas o Viva la soglia sale a 11 tonnellate, mentre quelle biologiche sono escluse dal provvedimento. Lo stoccaggio punta a governare l’immissione sul mercato dei quantitativi eccedenti e si colloca nelle scelte avviate dal Consorzio per avvicinare maggiormente produzione e domanda. Salvo successive modifiche, il prodotto interessato potrà rimanere vincolato fino alla fine del 2027 e potrà essere riclassificato secondo le modalità previste dal provvedimento regionale.
La gestione dell’offerta rientra tra i temi indicati da Dei Micheli dopo la conferma alla presidenza, avvenuta nel maggio 2026 per un nuovo mandato triennale. Accanto all’equilibrio produttivo, il programma comprende la remunerazione della filiera, lo sviluppo dell’enoturismo, il rafforzamento della presenza sui mercati internazionali e il lavoro per un nuovo Disciplinare. Il Consorzio conta oltre 800 soci e rappresenta il 92% della Denominazione. Il Chiaretto mantiene una forte proiezione internazionale, con circa il 60% della produzione destinato ai mercati esteri.
