venerdì, 9 Ottobre 26

Lavoro, Cafà: “La formazione deve cambiare, serve un approccio più tailored”

PoliticaLavoro, Cafà: “La formazione deve cambiare, serve un approccio più tailored”

FIRENZE – Il ruolo della formazione continua nelle politiche del lavoro “deve cambiare. La formazione, infatti, deve essere sempre più tailored”, ovvero “sempre più a misura delle esigenze delle persone e delle organizzazioni”. Lo evidenzia Andrea Cafà, presidente di CIFA e di FonARCom, nel corso del secondo laboratorio di sperimentazione del Net Forum 2026, organizzato da S3.Studium in collaborazione con FonARCom al Meyer Health Campus di Firenze.

Oggi “stiamo vivendo una fase di grandi trasformazioni”. In questo contesto “anche gli enti di formazione devono mettersi in discussione, perché hanno tanto lavoro da fare”. L’obiettivo “è far comprendere i cambiamenti in atto, soprattutto alle piccole e medie imprese. Quindi accompagnarle nei processi di riorganizzazione” e ciò significa “ridisegnarne flussi, processi e attività per dar vita alle nuove organizzazioni”.

CAFÀ: “LA FORMAZIONE VA FATTA IN TEMPI RAPIDI, SERVE UN NUOVO ECOSISTEMA”

Imprese, istituzioni e mondo della formazione hanno “una responsabilità di primissimo piano” soprattutto “in questo momento di transizione in cui è importante fare un lavoro di sistema e dar vita a un ecosistema della formazione” nei distretti economici. Lo spiega Andrea Cafà, presidente di CIFA e di FonARCom, nel corso del secondo laboratorio di sperimentazione del Net Forum 2026, organizzato da S3.Studium in collaborazione con FonARCom al Meyer Health Campus di Firenze. Sulla formazione, infatti, “serve un’analisi dei fabbisogni chiara e una risposta immediata. Altrimenti, se i tempi si allungano, il rischio è che proprio la formazione diventi obsoleta”.

Come CIFA, quindi, “inizieremo a lavorare nell’accompagnamento, spiegando e facendo comprendere alle piccole e medie imprese i cambiamenti per costruire quell’ecosistema formativo necessario a mantenerle in vita e soprattutto a renderle più competitive e più produttive”, conclude.

CAPPELLI: “FARE RETE PER FORMAZIONE E COMPETENZE NEI DISTRETTI”

Per costruire il sistema di competenze utile e funzionale ai distretti economici serve “molta collaborazione tra tutti gli attori che operano sul territorio”. Nei distretti, infatti, “spesso mancano le grandi aziende guida con le loro scuole, le loro academy, che provvedono in proprio alla produzione, alla ricerca, alla costruzione dei saperi utili per il loro ciclo produttivo. E questo nei distretti è più complicato vista la dimensione delle aziende”. Lo sottolinea Simone Cappelli, dirigente del settore lavoro della Regione Toscana, in occasione del secondo laboratorio di sperimentazione del Net Forum 2026, organizzato da S3.Studium in collaborazione con FonARCom al Meyer Health Campus di Firenze.

È necessario, dunque, “fare progetti di filiera e utilizzare strumenti in collaborazione anche con i servizi pubblici, come la Regione”. Qui Cappelli pensa “ai corsi di istruzione e formazione professionale, alla modalità duale, all’apprendistato. Tutti strumenti che servono a costruire e ricostruire le competenze che mancano e che vengono a mancare anche in virtù, purtroppo, della crisi demografica che stiamo vivendo”. L’orizzonte, in sostanza, è creare quello che viene definito un distretto cognitivo. Ovvero, conclude, “una rete fra i vari soggetti che operano: agenzie formative, scuole, istituzioni, imprese, fondi interprofessionali che collaborino verso questo obiettivo comune”.

NET FORUM, CALVARUSO: “TORNI IN AUGE IL DISTRETTO PENSATO DA BECATTINI”

Il Net Forum organizzato a Firenze si concentra “sull’industria e la capacità degli attori che caratterizzano i sistemi industriali sui territori di fare rete. Non una rete triste, ma attiva tra partecipazione e concertazione per trovare sempre soluzioni innovative, soprattutto in un mondo in cui ai cambiamenti è impressa una forte accelerazione”. Lo spiega Antonello Calvaruso, presidente di Net Forum e direttore scientifico di S3.Studium, la realtà che con FonARCom sta dando vita al secondo laboratorio di sperimentazione del progetto per l’innovazione delle politiche attive al Meyer Health Campus di Firenze.

Firenze, prosegue, è “la patria di un grande teorico della distrettualità e dell’apprendimento territoriale, Giacomo Becattini. Ci aspettiamo che possa tornare in auge questo tipo di meccanismo, di collegamento tra i bisogni delle imprese e la necessità dei territori”. In pratica bisogna “fare un tutt’uno delle dinamiche industriali per riportarle sui territori e generare un benessere sia individuale che diffuso e territoriale”.

TOCCAFONDI: “RICONFIGURARE LA FORMAZIONE, SERVE MULTIDISCIPLINARIETÀ”

“È necessario riconfigurare tutto il percorso formativo dei giovani, perché servono competenze molto diverse”. In questo senso “ci si deve concentrare verso la multidisciplinarietà. Non è più possibile andare nel dettaglio su certi temi”, vanno invece “messe insieme competenze diverse”. La via la traccia Daniela Toccafondi, presidente della Fondazione Pin, nel corso del secondo laboratorio di sperimentazione del Net Forum 2026, organizzato da S3.Studium in collaborazione con FonARCom al Meyer Health Campus di Firenze.

È quindi proprio la Fondazione Pin, che a Prato (nel polo universitario fiorentino) unisce il mondo accademico al tessuto economico e produttivo locale, a essere una struttura “molto privilegiata”. Le imprese, infatti, “da una parte hanno bisogno di essere accompagnate, dall’altra di essere ascoltate su questa grande trasformazione che le sta travolgendo. E il rapporto diretto fra sistema formativo dell’università, dei centri di ricerca e le imprese può dare un’indicazione precisa anche sulla ridefinizione dei percorsi formativi del futuro”.

CUOMO: “L’INVERNO DEMOGRAFICO PESA, AIUTARE LE PMI CON DATI CHIARI”

“Avere dati il più possibile chiari e intelligibili, soprattutto a livello territoriale, provinciale e regionale, può sicuramente aiutare le microimprese a capire dove sta andando il mondo del lavoro”. È quanto sostiene Riccardo Cuomo, direttore dell’area politiche del lavoro di Unioncamere, in occasione del secondo laboratorio di sperimentazione del Net Forum 2026, organizzato da S3.Studium in collaborazione con FonARCom al Meyer Health Campus di Firenze. “Oggi, fondamentalmente, si va dalla mancanza di reperimento del personale all’inverno demografico. Per questo avere la possibilità di capire, territorio per territorio, esattamente quali saranno le risorse che si possono utilizzare diventa fondamentale per lo sviluppo delle microimprese”.

Ma come si traduce tutto questo in pratica, nella vita delle imprese? “Intanto bisogna creare sinergie con tutti i soggetti istituzionali. Poi è necessario dare dati chiari, semplici e utilizzabili immediatamente”. In questo senso “sicuramente il connubio tra la scuola e l’impresa è fondamentale. Anche il sistema camerale sta investendo tanto per cercare di avvicinare la scuola, e con essa anche i percorsi formativi come il 4+2, per avere risorse che possano essere subito spendibili dalle microimprese”.
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it

Check out other tags: