ROMA – Il testo ddl Antisemitismo resterà con ogni probabilità invariato rispetto a quello approvato dal Senato. La maggioranza sembra non raccogliere l’appello della segretaria dem Elly Schlein, che per votare il testo ieri ha chiesto di cambiare la definizione di Antisemitismo contenuta nella legge.
Richiesta che era stata oggetto anche di un emendamento unitario presentato in commissione Affari costituzionali in cui si chiedeva di sostituire la definizione di Antisemitismo dell’Ihra (International Holocaust Remembrance Alliance) con la dichiarazione di Gerusalemme.
Interpellato dall’agenzia Dire, il presidente della I commissione, Nazario Pagano, ha spiegato: “Non mi sono confrontato ancora con il relatore e con i capigruppo di maggioranza, ma onestamente non ritengo che sul tema sottoposto all’attenzione della maggioranza vi sia disponibilità a rivedere una decisione ampiamente discussa in Commissione e arrivare alla modifica di un testo già concordato in Senato, anche con alcuni esponenti delle opposizioni”.
Un’altra richiesta delle opposizioni era di inserire nel testo la tutela della libertà di critica nei confronti delle politiche di Israele, ma gli emendamenti in Affari costituzionali sono stati tutti bocciati. Il testo arriverà in Aula il prossimo 2 ottobre.
OSSERVATORIO ISRAELE: “PD CHE VOTA CONTRO INCOERENTE E CODARDO”
“Il Pd di Elly Schlein alla Camera si prepara a votare contro il ddl sull’antisemitismo. Una scelta vergognosa e inaccettabile, tanto più grave dopo che al Senato esponenti dem avevano votato a favore. Sul contrasto all’antisemitismo non si possono accettare ambiguità, giravolte o equilibrismi di alcun tipo: serve una posizione netta, chiara e senza se e senza ma. In vista delle prossime elezioni, se il Pd aspira a candidarsi a guidare il campo largo, parte già male e perde in partenza. Con scelte del genere dimostra di non avere né coerenza né coraggio, e finisce per alienarsi proprio quella parte di elettorato che chiede chiarezza su battaglie di civiltà fondamentali. Da osservatori, ci chiediamo come possa sperare di convincere qualcuno quando su un tema così decisivo non riesce nemmeno a parlare con una voce sola”. Lo dichiara in una nota il Presidente dell’Osservatorio Israele, Nicolae Eitan Galea.
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