venerdì, 9 Ottobre 26

Elezioni in Marocco, il candidato El-Karroubi: “In Parlamento serve la generazione Z”

MondoElezioni in Marocco, il candidato El-Karroubi: “In Parlamento serve la generazione Z”

ROMA – “Credo che le elezioni di oggi in Marocco stiano andando molto bene, c’è grande attenzione sui social media, ma noi della Gen Z siamo profondamente delusi: le istituzioni non solo non ci ascoltano, ma ci ostacolano. Per questo speriamo di essere eletti in Parlamento. Vogliamo cambiare le cose”.

A parlare con l’agenzia Dire da Tetouan è Hamza El-Kharroubi, 28 anni, ricercatore e fondatore del Partito ambiente e sostenibilità, un esperimento politico conseguenza diretta delle manifestazioni del movimento ‘Gen Z 112′ scoppiate il 27 settembre 2025.

A un anno da quella data, il Paese va alle urne per il rinnovo del Parlamento ma, come evidenzia il candidato, “le cose vanno molto peggio: non solo non ci hanno ascoltato ma hanno arrestato tanti leader dei movimenti politici, mentre non è stato riformato il meccanismo di accesso al voto. Inoltre la disoccupazione giovanile sfiora ancora il 25%”.

Come evidenziano i media locali, solo il 4% dei giovani tra i 18 e i 24 anni però si è registrato per votare. Si tratta di buona parte degli under 29 che compongono, appunto, la generazione zeta. Kharroubi sottolinea: “Il disinteresse dei giovani per la politica è sistemico, tuttavia qui è collegato al fatto che le loro istanze restano fuori dal parlamento e dal governo. Si parla proprio un’altra lingua. I giovani sanno che i politici non hanno il potere o la volontà di cambiare le cose. Persino quelli che si dichiaravano vicini alle nostre istanze alla fine ci hanno voltato le spalle”.

D’altro canto, sta pesando anche il fatto che moltissimi giovani non abbiano potuto iscriversi ai registri online, rimasti attivi sulla piattaforma del ministero dell’Interno dal 15 maggio al 13 giugno. “Perché- si domanda Kharroubi- il cittadino non può votare mostrando semplicemente la carta d’identità, come succede altrove, ma deve invece passare per una procedura online che dura così poco? E’ un’altra ingiustizia a cui né il ministero dell’Interno né il Parlamento hanno posto rimedio, e credo sia un modo per tutelare i loro privilegi: chi vota per i partiti tradizionali- argomenta il 28enne- è già registrato”.

In Marocco la legge prevede che sia il partito che vince a nominare il primo ministro e i tre partiti che governano dal 2021 si sono divisi sul programma, complicando il quadro. Nel programma elettorale di Kharroubi invece sono riproposte le istanze portate in piazza dai giovani di ‘Gen Z 112′: “Chiediamo la riforma del sistema educativo tagliata sulle richieste del mercato del lavoro. E’ inammissibile che diplomati e laureati restino senza impiego.

Vogliamo poi la sanità pubblica per i lavoratori, come obbligo in capo ai datori di lavoro, e vigilanza. Le aziende devono anche rispettare l’ambiente, ma servono standard e leggi efficaci. In Marocco, dal cittadino che butta i rifiuti in strada, all’azienda che inquina con sostanze chimiche i terreni, le falde acquifere o l’aria, nessuno è chiamato mai a pagare davanti alla giustizia”.

Kharroubi propone inoltre “aree industriali” nelle zone rurali per prevenire lo spopolamento e “accesso al credito. “L’islam- spiega- vieta la pratica dei tassi di interesse e quindi non è possibile ottenere prestiti, in un Paese a maggioranza musulmana. Servono prestiti a interessi zero per consentire alle persone di avviare piccole attività, costruire una casa o comprare una macchina”.

Ancora: “Serve un fondo per risarcire le famiglie che hanno perso i figli durante le migrazioni irregolari”. Kharroubi vive a Tetoune, città che dista pochi chilometri da Ceuta, l’enclave spagnola dove a fine luglio si sono riversati tanti giovani migranti, con un numero di arrivi senza precedenti. La stragrande maggioranza erano marocchini. “Siamo abituati a questa dinamica- riferisce il candidato di Ambiente e sostenibilità- ma non avevamo mai visto nulla del genere, è stato impressionante. Ma la gente emigra perché non ha lavoro, e spesso i più giovani hanno tutta la famiglia sulle spalle. Bisogna risarcire le famiglie”.

Corruzione, criminalità, lavoro nero ma anche migrazioni, secondo il candidato, “si prevengono proprio riconoscendo diritti e dignità”. La campagna elettorale è stata dominata anche dal riavvicinamento diplomatico del Marocco a Israele. Sul tema, Kharroubi solleva un’obiezione di fondo.

“E’ assurdo che il ministro degli Esteri – nominato dal re – detti l’agenda politica, stabilendo chi è alleato e chi no”, sottolinea il candidato. “E’ un potere che va restituito ai cittadini attraverso i loro eletti. Perché lo sviluppo e il benessere delle persone passano anche dalle alleanze internazionali”.
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