Il settore della pesca sta attraversando una crisi profonda a causa degli aumenti insostenibili dei costi
Federpesca ha sollecitato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste a convocare al più presto un incontro del Tavolo di crisi dedicato al settore della pesca, per identificare misure pratiche e immediate a favore delle imprese.
L’allerta riguarda l’inarrestabile e drastico aumento del costo del gasolio utilizzato per la pesca, che ha subito un incremento notevole nelle ultime settimane, raggiungendo punte di 1,60 euro al litro in diverse località portuali italiane, generando un diffuso stato di preoccupazione. Questo aumento rende finanziariamente insostenibile per le imprese effettuare uscite in mare, e alcune di esse hanno già cessato le attività a causa dell’impossibilità di coprire le spese.
“La questione più grave è che, sebbene le risorse siano considerevoli, arrivano in tempi molto differenti rispetto alle reali esigenze operative delle aziende. Quando un’impresa ha bisogno di fondi immediati per pagare le spese quotidiane e gli aiuti giungono mesi dopo, nel frattempo accumula debiti. E il livello di indebitamento sta crescendo in modo molto allarmante” evidenzia la Federazione.
“Non stiamo trattando di un rischio ipotetico: è già una realtà, ed è il motivo per cui abbiamo chiesto al Ministro di dare priorità agli interventi più urgenti: liberare e velocizzare l’erogazione delle risorse già allocate, estendere le misure attualmente in atto, semplificare le modalità di accesso ai contributi, a partire dalla questione del Durc, e ideare strumenti di liquidità rapida per le imprese in difficoltà”.
“Siamo pienamente consapevoli di quanto il Governo abbia già realizzato per il settore. Proprio nello spirito di collaborazione che ha sempre caratterizzato i nostri scambi, rinnoviamo la richiesta di un nuovo gesto di attenzione” conclude Federpesca.
Ciro Di Pietro
