I dati del triennio 2022-2024
Nel periodo compreso tra il 2022 e il 2024, il 62,9% delle imprese industriali e dei servizi con un minimo di 10 dipendenti ha intrapreso iniziative innovative, registrando un incremento di 4,3 punti percentuali rispetto al biennio 2020-2022. Questo è quanto risulta da un rapporto dell’ISTAT.
L’aumento della propensione all’innovazione è visibile solo nelle piccole imprese, che hanno registrato un +5,1 punti percentuali, mentre quelle di dimensioni medie e grandi, già sopra il 70% e l’80% rispettivamente, mostrano una leggera diminuzione (-0,6 e -0,7 punti percentuali).
Il settore industriale è il più innovativo, con il 69,2% delle imprese che introducono innovazioni, seguito dal settore dei servizi con il 60,7% e dal settore delle costruzioni, che segna il 53,1%.
Le innovazioni di processo continuano a essere le più comuni, coinvolgendo il 57,6% delle imprese, con un aumento di 4,6 punti percentuali, principalmente nelle piccole aziende, che si concentrano su miglioramenti nell’organizzazione del lavoro, nei metodi di produzione e nei sistemi informativi.
L’innovazione di prodotto rimane costante ma meno comune, toccando il 32,7%, con solo il 15,5% delle imprese che presentano prodotti veramente innovativi per il mercato. Le innovazioni ecologicamente sostenibili interessano il 37,2% delle aziende innovative; le grandi imprese continuano a perseguire strategie di sostenibilità, mentre le piccole e medie imprese mostrano un calo.
Il 24,6% delle imprese che hanno realizzato attività innovative nel triennio 2022-2024 segnala problemi di mancanza di risorse finanziarie o di personale.
Ciro Di Pietro
