Milano, 25 set. (askanews) – Cirelli festeggia 15 anni dalla prima vinificazione in anfora con un nuovo sviluppo del percorso iniziato nel 2011 ad Atri (Teramo). Il “Trebbiano d’Abruzzo Doc Amphora 2022” ha trascorso 40 mesi sulle fecce fini in anfora ed è stato imbottigliato nel gennaio 2026 in 2mila bottiglie, nell’ambito della linea dedicata ai lunghi affinamenti. Il vino è distinto dal “Trebbiano d’Abruzzo Doc Anfora 2022” della “Linea Anfora”, che dopo una macerazione di 24 ore affina per 18 mesi in anfore di terracotta interrate.
L’azienda, fondata nel 2003 da Francesco Cirelli, ha introdotto l’anfora fin dal primo imbottigliamento. Una scelta allora pioneristica in Abruzzo, dalla quale è nato un lavoro sul rapporto tra uva, suolo, annata e vinificazione che nel tempo si è consolidato fino alle 25 anfore utilizzate oggi dalla Cantina. “È stata una scelta – ha spiegato Cirelli – nata non dalla volontà di seguire una tendenza ma dalla ricerca di uno strumento capace di accompagnare le uve nel processo di vinificazione lasciando emergere il più possibile il carattere del territorio”.
La ricerca prende forma nelle Colline Teramane, in un paesaggio caratterizzato dai calanchi argillosi dove l’azienda dispone di 22 ettari tra il Gran Sasso e la costa adriatica, occupati da vigneti, uliveti, fichi, seminativi e allevamenti. L’azienda ha seguito fin dall’inizio il percorso dell’agricoltura biologica e successivamente quello della biodinamica. Nei vigneti destinati alla “Linea Anfora” i terreni sono composti da argilla e calcare, l’allevamento è a Guyot e la raccolta viene effettuata manualmente in cassette. Le anfore, con una capacità di circa 800 litri, sono realizzate a mano da un artigiano di Impruneta (Firenze), territorio storicamente legato alla lavorazione della terracotta.
Le modalità di utilizzo cambiano secondo il vino. Nel “Cerasuolo d’Abruzzo Doc Amphora Organic 2022″, ottenuto da Montepulciano in purezza, le uve vengono diraspate e rimangono per alcune ore a contatto con le bucce prima della pressatura soffice. Il mosto fermenta spontaneamente nelle anfore, dove svolge anche la fermentazione malolattica e rimane per circa sei mesi. Per l'”Abruzzo Pecorino Doc 2021” la macerazione arriva invece a un massimo di 48 ore. Dopo la pressatura soffice prende avvio la fermentazione spontanea e il vino prosegue l’affinamento per circa due anni in anfore interrate, prima dell’imbottigliamento. Nel “Montepulciano d’Abruzzo Doc Amphora Organic 2021” gli acini interi, dopo la diraspatura, rimangono in macerazione per un massimo di dieci giorni. Il vino viene quindi trasferito nelle anfore di terracotta interrate, dove svolge la fermentazione malolattica e affina per circa due anni.
Dal maggio 2025 Cirelli fa parte di Tenuta Ulisse, che ha acquisito l’intero capitale della società, ma la Cantina di Atri ha mantenuto la propria autonomia produttiva, l’identità artigianale e la libertà creativa che ne hanno caratterizzato il percorso. “Per Cirelli oggi l’anfora non rappresenta un fine né un elemento identitario isolato, bensì un tassello di un mosaico più ampio, alla cui base ci sono agricoltura, biodiversità, suolo e territorio” ha affermato Luigi Ulisse, amministratore delegato di Tenuta Ulisse, spiegando che “il suo utilizzo nasce dalla volontà di accompagnare il vino senza sovrapporsi al carattere dell’uva e anche in futuro continuerà a essere uno strumento di ricerca e di interpretazione, un linguaggio contemporaneo attraverso cui l’azienda racconta l’Abruzzo e la propria idea di vino artigianale”.
