Roma, 25 set. (askanews) – Renaissance Fusion ha firmato un Memorandum of Understanding (MoU) con il Dutch Institute for Fundamental Energy Research (Differ) e Vdl Group per collaborare allo sviluppo e all’industrializzazione dei sistemi per l’energia da fusione nei Paesi Bassi.
L’accordo riunisce tre competenze complementari: il know-how di Renaissance Fusion nelle tecnologie chiave della fusione e nell’integrazione di sistemi, l’eccellenza scientifica di DIFFER e le capacità di ingegneria avanzata e produzione high-tech di Vdl Group.
Attraverso questa partnership, Renaissance Fusion, azienda attiva nella R&D nel settore della fusione nucleare, con sedi in Francia e Italia, intende adottare un approccio progressivo, avviando inizialmente attività congiunte di sviluppo per poi evolvere verso un consorzio industriale strutturato dedicato allo sviluppo di soluzioni per il ciclo del combustibile e i sistemi di riproduzione del trizio (tritium breeding blankets), al raggiungimento delle tappe tecniche e finanziarie, alla realizzazione di un dimostratore di stellarator semplificato ad alto campo magnetico.
La collaborazione riflette l’attuale evoluzione del settore della fusione. Con la maturazione delle tecnologie, i progressi scientifici devono essere accompagnati da capacità industriali in grado di produrre, testare e implementare su larga scala i sistemi critici necessari per rendere la fusione una realtà.
I Paesi Bassi offrono un contesto particolarmente favorevole per questa nuova fase di sviluppo, grazie a una consolidata tradizione nella ricerca sulla fusione, avanzate capacità di progettazione e produzione industriale e un solido bacino di talenti accademici. Renaissance Fusion metterà a disposizione la propria competenza nelle tecnologie per la produzione del trizio, nel ciclo del combustibile e nell’arricchimento del litio, oltre alla propria esperienza nell’integrazione di sistemi per moduli di stellarator semplificati. DIFFER contribuirà con il proprio know-how scientifico, in particolare nei campi della fisica dei plasmi, dei componenti esposti al plasma e dei metalli liquidi.
VDL Group apporterà la propria esperienza nell’ingegneria avanzata, nella produzione di precisione, nell’assemblaggio high-tech e nei processi di industrializzazione su larga scala. Dalla leadership scientifica europea alla leadership industriale europea nella fusione.
Il Memorandum of Understanding rappresenta il punto di partenza di un’ambizione industriale più ampia. L’obiettivo è contribuire alla transizione dell’Europa da una leadership scientifica nel campo della fusione a una leadership industriale, sviluppando tecnologie, capacità produttive e catene di approvvigionamento che sosterranno la prossima generazione di sistemi per l’energia da fusione.
Per Sam Guilaumé, Ceo di Renaissance Fusion ha detto: “A “abbiamo sviluppato competenze approfondite nei sistemi di riproduzione del trizio (tritium breeding blankets), nel ciclo del combustibile, nell’arricchimento del litio e nell’integrazione di sistemi per moduli di stellarator semplificati. Il passo successivo consiste nell’integrare queste competenze all’interno di una piattaforma industriale capace di attrarre i partner giusti, gli investimenti e le capacità produttive necessarie. La nostra ambizione è costruire un modello industriale scalabile che riunisca attori specializzati per sviluppare e produrre le tecnologie di cui i futuri sistemi di fusione avranno bisogno”.
Da parte sua, Hans Priem, vice presidente Business Development, Vdl Enabling Technologies Group ha sottolineato come “l’industrializzazione della fusione richiederà molto più di una singola azienda o di una singola tecnologia. Sarà necessario un ecosistema in grado di integrare ingegneria avanzata, produzione di precisione, fornitori specializzati e capacità di ricerca. I Paesi Bassi, e in particolare la regione Brainport di Eindhoven, dispongono esattamente di questi punti di forza. Questa collaborazione rappresenta un’opportunità per mettere tale ecosistema al servizio delle sfide industriali che la fusione dovrà affrontare”.
Secondo Marco de Baar, direttore di Differ “I progressi verso l’energia da fusione richiedono di collegare la comprensione scientifica alle tecnologie e alle soluzioni ingegneristiche che alimenteranno i sistemi di fusione del futuro. Collaborando strettamente con sviluppatori tecnologici e partner industriali, possiamo contribuire a validare gli approcci più promettenti, comprenderne il comportamento in condizioni rappresentative e accelerarne il passaggio dalla ricerca scientifica all’applicazione industriale”.
