venerdì, 9 Ottobre 26

Tetto stranieri e divieto del burqa a scuola, il 59% degli studenti è d’accordo

PoliticaTetto stranieri e divieto del burqa a scuola, il 59% degli studenti è d’accordo

ROMA – Non solo il Paese intero, anche i giovani italiani si dividono nettamente sulle misure del nuovo Decreto Scuola: lo svela un instant poll del portale specializzato Skuola.net a cui hanno partecipato circa 630 giovani under 35. Il 59% si dichiara d’accordo con i provvedimenti adottati dal Governo in materia di studenti stranieri, ovvero un limite di presenza fissato al 30% calcolato – in ragione di coloro che non hanno sufficienti competenze linguistiche misurate in anni di frequenza scolastica pregressa in Italia (2 o 3 a seconda del ciclo scolastico) – insieme anche al divieto di indossare indumenti che coprano il volto, come burqa e niqab. Di contro, il restante 41% si schiera apertamente contro le nuove norme, ritenendole non necessarie o addirittura discriminatorie e controproducenti per i processi di inclusione.

IL DIBATTITO SOCIAL: PRAGMATISMO CONTRO SARCASMO

Siamo, dunque, di fronte a un tema estremamente polarizzante, come emerge ancora più chiaramente scorrendo i commenti rilasciati dalla community sui canali social della stessa Skuola.net, dove i due schieramenti si scontrano senza filtri. C’è chi difende la ratio del decreto con pragmatismo: “Non capisco cosa ci sia di sbagliato in questa norma”. E di commenti di tenore simile ce ne sono tanti.Sull’altro versante della barricata, però, in molti contestano l’utilità pratica dei divieti, accusando la politica di normare fenomeni marginali: “La domanda è questa”, scrive un utente, “avete mai visto una bambina con la faccia completamente coperta?! Io no! Questa legge è una barzelletta”. E c’è pure chi, con sarcasmo, commenta le presunte priorità del Governo: “Ora sì che tutto funzionerà alla grande”.

LA VERA EMERGENZA? LA SICUREZZA FISICA

Questi dati, inoltre, si prestano anche a una lettura molto pratica: la presenza di alunni stranieri nelle classi italiane non viene percepita da una netta maggioranza come un problema e un’urgenza da risolvere.Cosa ben diversa da quanto, invece, mostrato su temi come quello della sicurezza. Ad esempio, quando pochi mesi fa il dibattito si era concentrato sull’introduzione dei metal detector e sui controlli agli ingressi degli istituti – per arginare l’escalation di violenze tra i banchi – la risposta degli studenti era stata più compatta. In quel caso, infatti, già sulle prime ben 7 giovani su 10 si erano detti d’accordo con i provvedimenti restrittivi.Ai vari decreti sicurezza che si sono succeduti nel corso dei primi mesi dell’anno, poi, il sostegno espresso dalla componente giovanile della popolazione – sempre misurato da Skuola.net – era salito all’80%. La vera priorità, su cui la Gen Z si dimostra disposta a scendere a compromessi accettando regole severe, sembra perciò la sicurezza fisica fuori e dentro la scuola.
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it

Check out other tags: