ROMA – Al santuario di Lourdes “Ho capito che la felicità arriva dalle prove che superiamo, le sfide danno energia. Io sono per una laicità positiva”. L’ex presidente francese Nicolas Sarkozy racconta l’emozione provata durante la sua visita a Lourdes, dove si è recato dopo essere uscito di prigione, a novembre dell’anno scorso.
«Je suis touché par cette forme de respect» : l'émotion ressentie par Nicolas Sarkozy lors de son pèlerinage à Lourdes après sa sortie de prison. L'ancien président de la République est l'invité de #HDPros
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— CNEWS (@CNEWS) September 25, 2026
In una intervista a CNews, nel giorno in cui Papa Leone XIV arriva in Francia per il suo primo viaggio pastorale che comprende anche una tappa al santuario mariano, Sarkozy ritorna a quell’esperienza e spiega che cosa l’ha motivata: “Perché sono andato a Lourdes? Prima di sentirne il bisogno, sono capitato sul libro ‘Lourdes’ di Émile Zola. Non avevo idea che avesse deciso di fare una trilogia su tre città: Parigi, Roma e Lourdes. Come sapete bene non solo Zola era ateo ma anche aggressivo verso le religioni”. Continua l’ex presidente: “Alla fine leggo il libro: è stato magnifico, è la storia di un prete che ha perduto la fede, che in realtà è Zola, il quale è sconvolto e [per scrivere il libro, ndr] fa un’inchiesta su Lourdes, ci va due volte, ci passa del tempo”. A colpirlo, spiega ancora, “è la sofferenza, e la speranza. È molto bello. Così mi sono detto: quando uscirò di prigione, ci andrò”.
Zarkozy ricorda che a Lourdes “Ci ero già andato come politico, come presidente di partito, ma mai come cittadino”. Una volta arrivato “con Carla [la consorte Carla Bruni, ndr], avrò fatto 250, 300 foto, quando di solito non ne faccio mai. La gente me lo chiedeva, ne ho fatte tantissime insieme alle persone. Mi sono detto entrando: ‘pazienza, tutti sapranno che sono venuto qui’. Invece, nemmeno una di quelle foto è stata pubblicata sui media o i social network”.
Da qui Sarkozy percepisce “il profondo senso di rispetto di questa Francia che ancora esiste, non è scomparsa, è discreta, rispettosa, ha buoni sentimenti, vuole amare, ammirare e guardare verso l’alto. Questo mi tocca profondamente”.
Infine, Sarkozy parla di Leone XIV: “Chi lo conosceva fino a due anni fa? Chi gli dà legittimità”, evidenziando che per i critici è stato nominato da un conclave formato “da oltre 140 persone come lui, dove non c’è neanche una donna”. Eppure “nessuno mette in discussione la sua legittimità e se non è un miracolo questo, non so cos’altro possa essere”.
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