venerdì, 9 Ottobre 26

La Russia spedisce al fronte principi e santi defunti

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ROMA – Un frammento delle reliquie di Dmitry Donskoy, principe russo che sconfisse i mongoli a Kulikovo nel 1380, è stato inviato all’inizio di settembre sul fronte ucraino orientale, tra le basi nei territori occupati da Mosca. Il dipartimento militare del Patriarcato di Mosca sostiene che il santo comandante accompagni idealmente i soldati. Dicono che il frammento provenga proprio dalla mano con cui Donskoy impugnò la spada in battaglia. E’ una prassi. La racconta la Cnn in un lungo approfondimento: il Cremlino dal 2022 usa il simbolismo religioso per presentare la guerra come causa giusta e sostenuta dal favore divino.

La fusione tra Chiesa e Stato ha raggiunto così il suo punto più alto, in Russia. La combinazione tra sacro e materiale, osservano gli studiosi, si presta bene alla propaganda: i resti di Donskoy veicolano anche un messaggio attuale, quello del difensore della patria piuttosto che dell’aggressore, utile al governo russo per sostenere la narrazione di una guerra difensiva, un “mito mobilitante” capace di agire sulla coscienza collettiva.A inizio anno erano state portate al fronte le reliquie di Alexander Nevsky. Per il ritrovamento dei resti di Donskoy, avvenuto durante lavori di restauro alla Cattedrale dell’Arcangelo del Cremlino in agosto, Putin ha parlato di una scoperta assolutamente unica; il patriarca Kirill di un segno della provvidenza divina.In realtà, non tutti condividono questa lettura. Il reverendo Alexander Zanemonets, sacerdote e storico emigrato dopo l’invasione, ritiene che l’episodio sia solo sfruttamento della fede a fini patriottici: in un contesto di scarsa partecipazione ma forte sostegno statale, gli incentivi della Chiesa finiscono per allinearsi con quelli del potere.Al fronte, però, molti soldati trovano nella fede un sostegno reale. Le autorità russe riferiscono oltre 90mila partecipanti a una processione a San Pietroburgo il 12 settembre, e oltre 100mila a Mosca, dove un frammento delle reliquie di Donskoy è stato portato in corteo da Kirill. Tra le linee si moltiplicano chiese improvvisate, preghiere prima delle missioni e visite di sacerdoti alle unità.
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