venerdì, 9 Ottobre 26

Zaki: “In Egitto ci sono migliaia di persone in carcere come Regeni per le loro idee. Non vedo segnali”

MondoZaki: “In Egitto ci sono migliaia di persone in carcere come Regeni per le loro idee. Non vedo segnali”

BOLOGNA – “Ci sono migliaia di persone in attesa di giustizia, ma credo che esista un solo ‘caso Regeni’ e che rimarrà sempre unico. Però, a Regeni è stato negato persino il diritto di attendere, viste le circostanze di quanto gli è successo”. Nel giorno in cui è attesa la sentenza si primo grado sulla morte di Giulio Regeni, con l’agenzia Dire parla Patrick Zaki, attivista egiziano che è stato protagonista in una lunga vicenda giudiziaria che ha mobilitato un forte attivismo in Italia. Mentre era ricercatore all’Università di Bologna, nel 2020 Zaki è stato arrestato e ha trascorso oltre due anni dietro le sbarre per il suo impegno sui diritti umani.

“IN EGITTO IN MIGLIAIA IN CARCERE E NESSUNO LO SA”

Zaki, che in Italia prosegue l’attivismo per i diritti umani nel suo Paese e che concilia con il dottorato presso la Normale di Pisa, avverte: “In Egitto ci sono migliaia di prigionieri di coscienza la cui sorte è diversa da quella di Regeni, poiché nessuno sa della loro esistenza”. Ora, con lo scoppio della guerra in Medio Oriente “la situazione è ulteriormente peggiorata- sottolinea l’esperto- mentre le pressioni internazionali sulla questione sono cessate e coloro che un tempo invocavano a gran voce la liberazione dei prigionieri hanno dimenticato tutto, privilegiando il mantenimento di buoni rapporti con l’Egitto”. Dopo anni di difficoltà e una vita ricostruita fuori dal suo Paese, Zaki chiarisce: “Non sono una persona pessimista, ma non vedo alcun segnale che indichi una soluzione concreta al problema dei prigionieri di coscienza”.
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