ROMA – All’approssimarsi del primo anniversario del cessate il fuoco tra Israele e Hamas del 10 ottobre 2025, nella Striscia di Gaza ancora si muore: è toccato a due persone stamani, dopo un attacco aereo israeliano che ha raggiunto la località settentrionale di Jabalia al-Balad. Ferite altre sette, tra cui due bambini. Lo riferisce Al-Jazeera, riferendo le notizie diffuse dall’ospedale Al-Shifa.
L’ospedale Nasser Medical Complex hanno invece fatto sapere che una donna non è sopravvissuta per le ferite d’arma da fuoco riportate, dopo che colpi di artiglieria hanno raggiunto Al-Mawasi, località vicina a Rafah, nel sud della Striscia. Un quarto palestinese è morto per l’attacco di un drone contro il campo profughi di Jabalia, che ha sfiorato la clinica Al-Faluja.
Oltre alle violenze, la popolazione civile di Gaza continua a fare i conti con la scarsità degli aiuti umanitari, come ha avvertito ieri il portavoce delle Nazioni Unite Stephane Dujarric: “Le autorità israeliane devono approvare gli articoli critici, e devono farlo rapidamente. I nostri colleghi umanitari avvertono che la carenza di fondi, così come le continue restrizioni israeliane, stanno limitando gravemente i preparativi per la stagione delle piogge”.
Secondo Dujarric, nelle prime tre settimane di settembre, le organizzazioni umanitarie “hanno allestito punti di riscaldamento comunitari in 88 campi profughi, che ospitano complessivamente il 10% della popolazione di Gaza, installando 170 tende rinforzate”. Tuttavia, “servono molte più tende, insieme a kit per rifugi, stufe e importazioni continue di carburante, e saranno necessari migliaia di punti di riscaldamento per soddisfare le esigenze della popolazione quando le temperature si abbasseranno”.
(Foto di repertorio)
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