Milano, 29 set. (askanews) – L’importante lavoro di Elmgreen & Dragset sulla pietra naturale è tra quelli premiati dal “Marmomac Best Communicator Award 2026”. Michael Elmgreen e Ingar Dragset sono due artisti, rispettivamente danese e norvegese, che lavorano insieme dal 1995 e hanno il loro studio a Berlino. Conosciuti a livello internazionale per installazioni, sculture e interventi che modificano il rapporto tra oggetti, ambienti e pubblico, sono stati scelti tra gli Stone Gamechangers per la capacità di portare il marmo al centro della loro ricerca.
“Il marmo è conosciuto come un materiale pesante e difficile da lavorare, con una storia lunghissima. Ci sono voluti molti anni di pratica prima che noi riuscissimo a confrontarci con questa materia” hanno dichiarato Elmgreen & Dragset, spiegando che “alla fine, però, abbiamo scoperto la sua versatilità e la sua capacità di raccontare emozioni e affrontare anche importanti questioni sociali come la mascolinità e la sessualità”.
La giuria ha riconosciuto al duo un uso del marmo fondato sullo straniamento e sulla decontestualizzazione. Elmgreen & Dragset hanno realizzato installazioni site specific in istituzioni culturali come Tate Modern, Victoria and Albert Museum, Fondazione Prada e Centre Pompidou-Metz. Il riconoscimento riguarda in particolare “Addition”, esposta al Musée d’Orsay, e “The Other David” e “Close”, realizzate per la loro prima personale a Los Angeles.
Tra gli Stone Gamechangers 2026 figurano anche Objects of Common Interest e Parasite 2.0. Lo studio fondato da Eleni Petaloti e Leonidas Trampoukis, attivo tra Atene e New York, si muove tra design, arte e architettura, esplorando la relazione tra materia, luce, forme e percezione. Tra i progetti considerati dalla giuria c’è “Colour Field” a Principal Place, il padiglione-paesaggio realizzato per il London Festival of Architecture 2026 con blocchi geometrici non lucidati di marmo, quarzite e travertino. “Per realizzarlo – ha raccontato Eleni Petaloti – abbiamo utilizzato un archivio di pietre raccolte in vent’anni, trasformandole in un nuovo spazio aperto a tutti proprio nel centro della città”.
Parasite 2.0, collettivo fondato da Stefano Colombo, Eugenio Cosentino e Luca Marullo Viola, ha concentrato la propria ricerca sul recupero degli scarti lapidei. In “Secunda Natura. Nothing Here is Just a Wall”, sviluppato per Bianco67 e presentato alla prima edizione di “Salone Raritas” al Salone del Mobile 2026, frammenti di travertino recuperato, dal bianco ai toni gialli e rossastri, diventano elementi strutturali e narrativi di un sistema aperto e componibile, adattabile a scale diverse grazie a inserti in acciaio. “Da anni portiamo avanti una ricerca sul riutilizzo degli scarti della pietra naturale” hanno commentato i tre fondatori, sottolineando che “questo progetto e il premio ricevuto dimostrano quanto sia importante che l’industria continui a sostenere la ricerca e i designer”.
La Menzione Speciale Mentorship 2026 è stata assegnata a Paolo Ulian, designer che ha dedicato una parte significativa della propria attività al rapporto tra progetto e pietra. Nato e formatosi tra le Alpi Apuane e Carrara, Ulian ha affiancato alle collaborazioni con numerose aziende del settore una lunga attività nella formazione, dal Politecnico di Milano alle Università di Bolzano e Palermo, fino a Marangoni e IED. “Questa menzione speciale premia una vita di lavoro e di ricerca, fatta anche insieme alle aziende che hanno creduto nella mia visione e nel mio modo di pensare e di lavorare”, ha dichiarato Ulian.
Il “Marmomac Best Communicator Award 2026” comprende anche la sezione Exhibitor. Tra i 15 finalisti selezionati nelle categorie Visioni, Tecnologia e Pietra Naturale, i riconoscimenti sono andati rispettivamente ad Antolini, Biesse e Sezgin Marble per coerenza narrativa, coinvolgimento del pubblico e qualità del racconto visivo. La menzione speciale IUSVE è stata infine assegnata alla Società del Travertino Romano per il coordinamento tra progettazione dei volumi, superfici materiche e assetti grafico-visivi.
