Roma, 29 set. (askanews) – “Le scelte sono state sbagliate. Le politiche europee sulla pesca degli ultimi decenni sono state semplicemente un fallimento. Ancora una volta, siamo qui per ribadirlo con dati alla mano e proposte per restituire futuro a un settore al quale non intendiamo rinunciare. Per la nostra economia, per la nostra sovranità alimentare”. Così il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, che rilancia anche su Instagram gli highlights del proprio intervento al secondo giorno di riunione del Consiglio Agrifish a Bruxelles.
Nel corso della riunione dei ministri dell’Agricoltura e della Pesca europei, Lollobrigida ha spiegato che “i dati per le marinerie italiane sono davvero drammatici: dal 2013 a oggi abbiamo perso il 20% di battelli attivi, il volume di produzione è sceso di oltre il 40%, il valore della produzione di circa il 20%, gli occupati sono passati da 26.000 a 18.000 e gli occupati a tempo indeterminato sono ancora meno, circa 13.000. Il quadro è semplicemente disastroso e dal 2014 ad oggi la situazione dei nostri pescatori è sempre peggiorata”.
Per questo il ministro ha sottolineato: “non possiamo che chiedere all’Europa di cambiare passo, chiediamo una netta inversione di tendenza, chiediamo che la valutazione venga fatta sui numeri. Perché se la situazione migliora, le azioni che mettiamo in campo sono positive, ma se questi dati continuano a segnare, come avviene ormai da oltre un decennio, solo negatività significa che dobbiamo ripensare le politiche europee”.
Quindi, ha detto il ministro Lollobrigia in Agrifish, l’Italia chiede “una moratoria che metta in condizione i nostri pescatori di riprendersi parte di quello che in questi anni gli è stato tolto”, a partire dalle “risorse finanziarie per l’ammodernamento della flotta”. L’Italia ha bisogno di avere “una flotta più efficiente, capacità di garantire reddito, capacità di continuare a tutelare il mare, perché – ha aggiunto il ministro – al di là di quello che dicono quelli che hanno un pregiudizio ideologico, i pescatori hanno interesse a preservare gli stocchi ittici e su questo hanno collaborato in mille modi e le ragioni della diminuzione degli stock ittici nel Mediterraneo sono colpa dei pescatori italiani. A fronte della diminuzione della nostra flotta e delle nostre marinerie – ha sottolineato – sono aumentati in maniera esponenziale i prelievi dei paesi terzi, quelli che pescano nel Mediterraneo. E’ ora di avere consapevolezza che alcune scelte sono state sbagliate e se sono sbagliate vanno corrette”.
