venerdì, 9 Ottobre 26

Sicurezza, Siap: “Dagli alloggi alla formazione, ecco le priorità del sindacato”

PoliticaSicurezza, Siap: “Dagli alloggi alla formazione, ecco le priorità del sindacato”

RIMINI – Retribuzioni adeguate al costo della vita, tutela previdenziale, formazione, alloggi, mobilità e riconoscimento sociale e politico. Ma anche piena attuazione della legge 121 e distinzione chiara tra Sicurezza e Difesa. Per una Polizia “forte perché civile e trasparente, operatori tutelati e istituzioni autorevoli, ma estranee alle nostalgie autoritarie e alla propaganda”. Il Siap, il sindacato dei poliziotti, celebra a Rimini, da oggi a mercoledì, l’11esimo Consiglio generale nazionale, in occasione dei 40 anni dalla fondazione.

TIANI: “COMPRENDERE E TUTELARE LA RESPONSABILITÀ DI CHI DECIDE IN POCHI ISTANTI”

Quarant’anni che “sono un mandato da rinnovare. ‘La base lotta per la base’ è la nostra radice; ‘nell’unità, la pluralità’ ne esprime la maturazione”, sottolinea nella sua relazione il segretario generale Giuseppe Tiani. Nel Siap, spiega, convivono anime diverse, “unite dalla comune visione del primato delle autorità civili per la sicurezza pubblica e dall’impegno per i diritti e l’emancipazione professionale, sociale e politica dei poliziotti”. E battersi per l’emancipazione dei poliziotti significa “comprendere e tutelare la responsabilità di chi decide in pochi istanti, bilanciando libertà e autorità, prevenzione e garanzie”. Con il Siap Pensionati, ricorda, “difendiamo chi ha servito lo Stato” e nel 2025 si contano circa 15.000 deleghe. “Se il secondo semestre confermerà l’andamento del primo, alla fine del 2026 la crescita supererà il 35% in due anni. Fiducia costruita con impegno, competenza e risultati”, sottolinea, precisando che “separare la contrattazione della Sicurezza da quella della Difesa serve a definire trattamenti economici più puntuali e aderenti al lavoro svolto”.

PER TIANI OCCORRE APRIRE “UNA FASE RIFORMATRICE”

Il dossier del Viminale, nel primo semestre 2026 registra una diminuzione dei delitti del 10%, gli omicidi volontari del 15,3%, i furti dell’11,4% e le rapine del 12,3%. Gli sbarchi calano del 52,1% e i rimpatri crescono del 34,3%. Bene le zone rosse e le misure contro il porto illecito di lame, continua, ma l’aumento dei feriti fra gli operatori “impone formazione continua, equipaggiamenti e immediata fruibilità delle nuove forme di tutela professionale e legale”. Occorre dunque aprire “una fase riformatrice dedicata al personale, alla disciplina, al regolamento di servizio e alla sicurezza sul lavoro”. Prevenire il disagio e il rischio suicidario richiede “ascolto, sostegno qualificato e attenzione all’organizzazione del lavoro”. Bene anche l’impegno per gli alloggi, che devono diventare parte della politica del personale. Mentre la mobilità è la “cartina di tornasole dell’irrisolta questione meridionale: la motivazione professionale richiede opportunità di carriera regolari e formazione adeguata alle nuove qualifiche; lo straordinario va pagato integralmente e tempestivamente”.

IL NODO INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Sul fronte di algoritmi e intelligenza artificiale, aggiunge, “possono sostenere il lavoro di Plizia, ma le decisioni su libertà e uso della forza devono restare affidate a una responsabilità umana identificabile, sottoposta alla legge e al controllo democratico”. Mentre in materia di riordino della Polizia locale “contrasteremo sovrapposizioni che introducano surrettiziamente una nuova forza di polizia nazionale o indeboliscano il coordinamento delle Autorità di pubblica sicurezza”.

TIANI: “SEMPRE DALLA PARTE DEL PERSONALE”

Il Siap, prosegue Tiani, non si riconosce “nelle letture massimaliste della sicurezza di una parte dell’opposizione e restiamo estranei alla destra radicale e sovranista”. Ma è preoccupato per “la pretesa d’impunità di chi considera un abuso persino il legittimo controllo di polizia. Chi fugge all’alt e oppone resistenza non può rovesciare sui poliziotti le responsabilità delle proprie condotte illecite”. Il Siap, conclude, “sarà sempre dalla parte del personale, senza confondere ruoli, mandati e funzioni. Rappresentiamo le poliziotte e i poliziotti nel rispetto delle responsabilità di chi governa e dirige l’amministrazione”.
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