venerdì, 9 Ottobre 26

Wanna Marchi e Stefania Nobile premiate al Campidoglio: è polemica. Il mea culpa dell’assessore

MondoWanna Marchi e Stefania Nobile premiate al Campidoglio: è polemica. Il mea culpa dell’assessore

ROMA – Scoppia il caso politico in Campidoglio dopo il riconoscimento assegnato a Wanna Marchi e alla figlia Stefania Nobile durante il “Premio Internazionale della Cultura”, il 23 settembre all’interno della Sala della Protomoteca. L’evento, promosso dalla casa editrice Edizioni Cento, ha visto la premiazione delle due ex televenditrici per i rispettivi volumi dedicati a ricette di cucina (“La verità è che io cucino così. Qui non si pesa niente: l’unica misura è l’amore”) e memorie personali (“Vendere… cara la pelle”).

“Mi assumo personalmente la responsabilità di aver richiesto, in qualità di consigliere comunale, la concessione della Protomoteca per il Premio organizzato dalla casa editrice Edizioni Cento. È una procedura spesso utilizzata nel tempo dai consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione. Ovviamente non ero assolutamente a conoscenza della presenza di Wanna Marchi e Stefania Nobile tra le persone premiate. Se lo avessi saputo, chiaramente, non avrei mai sostenuto la richiesta di utilizzare la sala”. Così in una nota Dario Nanni, consigliere del Gruppo Misto di Roma Capitale che aggiunge: “Mi dispiace per l’imbarazzo arrecato a Roma Capitale, un’istituzione di cui sono profondamente orgoglioso di far parte da più di quindici anni. La Protomoteca è una sala di tutti i romani e merita il massimo rispetto, anche e soprattutto nella definizione delle iniziative che ospita”.

Caustico il commento dell’ex sindaca di Roma e consigliera M5S in Campidoglio, Virginia Raggi: “Forse il Campidoglio vuole ridefinire i confini della ‘cultura’. Che l’amministrazione non sapesse chi e cosa sarebbe stato celebrato nella sala delle Protomoteca, la più prestigiosa del Campidoglio, appare davvero surreale visto che la concessione delle sale per eventi è soggetta ad una verifica rigorosa a partire dall’identificazione degli organizzatori, la descrizione dell’evento medesimo, l’elenco degli invitati e quant’altro. Ma del resto, da un’amministrazione che pochi anni fa ha sostenuto Geco, il noto imbrattatore dei muri della capitale (che la nostra amministrazione aveva fermato e denunciato) distribuendo e promuovendo il suo film, purtroppo non c’è più da stupirsi. Il Campidoglio dovrebbe rappresentare i valori della città, non limitarsi a mettere a disposizione le proprie sale. La cultura è anche responsabilità, memoria e valore educativo. E allora la domanda è solo una: con queste iniziative, il Campidoglio che messaggio intende trasmettere alla città?”.
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