venerdì, 9 Ottobre 26

Al via accademia Kering per artigiani del lusso: 1.500 studenti in 6 regioni

AttualitàAl via accademia Kering per artigiani del lusso: 1.500 studenti in 6 regioni

Milano, 30 set. (askanews) – “Fate i giovani nelle organizzazioni perchè di vecchi ce n’è già abbastanza”. E’ il consiglio che Luca de Meo, amministratore delegato del gruppo Kering da poco più di un anno, ha rivolto alla platea dei giovani aspiranti artigiani che questa mattina hanno preso parte all’inaugurazione del primo anno accademico dell’Accademia per le eccellenze del gruppo, negli spazi dell’auditorium di Cascina Triulza, all’interno di Mind Milano Innovation District. Con lui per questo progetto Sabina Belli, presidente di Kering Italia e responsabile dell’accademia che ne ha sottolineato l’importanza “non solo per le maison del gruppo ma per l’Italia” dove avviene l’85% della produzione del gruppo.

Sono oltre 1.500 gli studenti che quest’anno seguiranno i percorsi promossi dalle maison del gruppo del lusso francese e dalle sette scuole associate. A cinque mesi dalla presentazione ufficiale del progetto all’Archivio Gucci di Firenze, .l’Accademia entra nella sua fase operativa con l’obiettivo di valorizzare i saperi della manifattura italiana, preparandoli a confrontarsi con le nuove esigenze del settore. Alla formazione nell’abbigliamento, nella sartoria maschile, nella pelletteria e nella gioielleria si affiancano approfondimenti dedicati alla tecnologia, all’intelligenza artificiale, ai nuovi materiali e alla sostenibilità.

Con 40 programmi didattici, l’accademia, infatti, mette in connessione le esperienze sviluppate dai poli formativi d’impresa di Bottega Veneta, Brioni, Gucci, Pomellato e Kering Eyewear, tutti marchi del gruppo, con quelle delle sette scuole associate: Acof, Afol, Galdus, Accademia HModa, Its Cosmo, Istituto Modartech e Mita. Saranno circa 62.000 ore di formazione di cui 22.400 ore di stage, con il contributo di oltre 400 maestri e professionisti. I 1.500 studenti che in questo primo anno prenderanno parte ai corsi sono distribuiti in sei regioni, dando forma una rete diffusa che attraversa diversi territori e filiere produttive. Un aspetto sottolineato da de Meo. “Per me è chiaramente una rete e volevo fare un progetto sul territorio perchè altrimenti svuoti di risorse e di talenti i territori – ha detto – Queste iniziative sono finanziate da istituzioni locali quindi nel momento in cui la rete tocca la provincia diventano molto più rilevante anche per l’autorità e per la politica. Più l’iniziativa è sparsa sul territorio più chance avremo di avere un supporto dall’ecosistema”.

In particolare il ceo del gruppo del lusso ha sottolineato un aspetto che è anche una necessità pratica: l’accademia “nella sua logica è aperta a collaborazioni e partnership con chiunque abbia voglia e abbia il livello di integrare la rete. Se ci fossero anche nostri concorrenti che avessero voglia di associarsi secondo me dobbiamo farlo – ha spiegato – ed è aperta per quello che riguarda dopo la destinazione degli studenti che si sono diplomati, perché questo conviene anche a noi. Io non ho nessun problema se gli studenti che non trovano lavoro con noi lo facciano con altri concorrenti, perché alla fine alza il livello”.

“Il valore dell’accademia risiede nella capacità di mettere in relazione esperienze formative diverse e creare un dialogo continuo tra Maison, scuole e territori – ha aggiunto Sabina Belli, – Porre la preziosa ‘intelligenza delle mani’ al centro del nostro ecosistema significa far dialogare la maestria artigianale con la creatività, la ricerca sui materiali e l’innovazione tecnologica, offrendo alle nuove generazioni gli strumenti per interpretare le trasformazioni del lusso”.

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