BOLOGNA – Affumicato o con l’aglio. Di maiale o di cinghiale. Dolce, piccante, insaporito al vino rosso o al mandarino. A Bologna c’è da perdere la testa per il salame. Sono 63 quelli in gara per la 19esima edizione del campionato italiano dedicato a piccoli produttori, selezionati dall’Accademia delle ‘5 T’ tra quelli che possono assicurare “totale genuinità, niente chimica e massima trasparenza” nella preparazione di prodotti. Lo scontro finale è in programma a Bologna il 14 ottobre nel ristorante aperto dalla macelleria Zivieri (più volte vincitrice del concorso) in piazza della Mercanzia.
Comunque vada, sarà un successo: è la rivincita del tagliere, quello buono, a base di salumi di qualità, immortalato in decine di migliaia di scatti pubblicati sui social dai turisti che scelgono l’Italia anche per i suoi ‘capolavori’ gastronomici: dopo paesaggi e monumenti, le fotografie più postate immortalano piatti con salumi e formaggi, spiega il presidente di Bologna Welcome, Daniele Ravaglia, che con Ascom ed Emil Banca sostiene l’evento.
GARA E PREMIAZIONE, QUANDO E COME SI SVOLGERANNO
Due le giurie chiamate a decretare il salame più buono del 2026: la mattina del 14 stabiliranno il podio e i vincitori per le diverse categorie in gara, il 15 premieranno i migliori delle quattro categorie fuori podio (salami a base di frattaglie, carni diverse dal maiale, i cacciatorini e le ‘nduje). Tutti i salami in gara potranno essere degustati o acquistati nella macelleria: gli sfidanti arrivano da tutta Italia, dalla Val di Non (rappresentata dalla mortandela e da un salame di suino nero prodotti a Coredo) fino alla soppressata piccante di Reggio Calabria e a quella allo zibibbo di Capo Vaticano.
“Si tratta di un’iniziativa bella, importante, significativa, un modo anche per fare promozione turistica. Giustamente si tiene a Bologna, sicuramente una delle patrie dei salumi”, sottolinea il direttore di Ascom, Giancarlo Tonelli. Del resto, il salame rappresenta una fetta non piccola delle vendite di salumi in Italia, con i prodotti Dop e Igp in crescita, in controtendenza rispetto all’andamento generale del mercato. “Il salame è un prodotto simbolico, che rimanda alla tradizione contadina. Il pubblico va informato e reso consapevole di ciò che compra”, Sottolinea Guido Stecchi, presidente dell’Accademia delle ‘5 T’.
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