venerdì, 9 Ottobre 26

Forza Italia, Occhiuto: “Non sono l’anti-Tajani, ma il partito è ingiallito”Pascale: “Vergogna e squallore a Napoli”

PoliticaForza Italia, Occhiuto: “Non sono l’anti-Tajani, ma il partito è ingiallito”Pascale: “Vergogna e squallore a Napoli”

ROMA – “Io sono il vice di Tajani, non sono l’anti-Tajani”. Lo dice il presidente della regione Calabria Roberto Occhiuto, alla presentazione del suo nuovo libro. “Chiunque si atteggiasse a Berlusconi sarebbe una caricatura, una macchietta- ragiona- Forza Italia non ha bisogno di un leader carismatico, perché nessuno avrebbe il carisma di Berlusconi, ma di una classe dirigente che ritrovi un metodo: invece che parlare solo alla stampa, parlare di più sui social e alla gente, mostrare apertura su modernità e diritti civili. Non è questione di leadership ma di metodo”.

OCCHIUTO: “LA COMUNICAZIONE DI TAJANI ANDREBBE RIVISTA”

Forza Italia dovrebbe imparare a “comunicare in modo moderno, nuovo”, perché “a volte forse abbiamo un modo di comunicare troppo antico”. Lo dice Roberto Occhiuto, a margine della presentazione del suo libro. E le polemiche sulle recenti esternazioni di Antonio Tajani? “Accade che anche quando dice cose che non dovrebbero dar luogo a polemiche, a volte diventa ingiustamente oggetto di polemica come nel caso della vicenda Regeni. Ma anche questo- risponde Occhiuto- forse è un tema: se accade questo evidentemente la comunicazione del partito e del segretario forse andrebbe rivista”.

OCCHIUTO: “FI UN PARTITO INGIALLITO, SERVE MODERNITÀ”

Provaci ancora, Rob. Dopo il debutto di tre mesi fa, quando a palazzo Grazioli qualcuno la ribattezzò la “corrente Sandokan”, Roberto Occhiuto riaccende i motori. “Forza Italia è un partito ingiallito- dice- abbiamo bisogno di entusiasmo, di bandiere, di modernità”. Alla presentazione del suo libro, ‘Il coraggio di governare’, un bel pezzo del partito aspetta che lui lasci finalmente gli ormeggi e sfidi apertamente Antonio Tajani. Ma quel giorno non è oggi: “Tajani ha fatto un miracolo facendo sopravvivere il partito a Silvio Berlusconi. Io sono il vice di Tajani, non l’anti-Tajani”. Le critiche restano: una comunicazione vecchia, troppe gaffe, poche bandiere liberiste piantate nel governo di centrodestra. La sfida, per ora, resta nelle intenzioni: “L’obiettivo, diceva Tajani, era il 20%; io dico che l’obiettivo è far diventare Forza Italia il partito che ha le idee più liberali e riformiste del centrodestra”.

I PRESENTI

Ad ascoltarlo in prima fila ci sono due ministri, Paolo Zangrillo ed Elisabetta Casellati, il vice alla Giustizia Paolo Sisto e tanti altri. Volti del berlusconismo che fu e che è ancora. Maria Rosaria Rossi, Alessandro Cattaneo, Luigi Bisignani, Claudio Lotito, Giorgio Mulè, Paolo Emilio Russo, Andrea Ruggeri, il neo eletto Fabio Roscioli, tesoriere di Fi. E poi il fratello del governatore, il senatore Mario Occhiuto, e la compagna Matilde Siracusano. Balzano all’occhio Mara Carfagna, segretaria di Noi Moderati e Luigi Marattin, che ha lasciato Italia Viva per fondare il partito Liberaldemocratico. In terza fila anche Francesca Pascale, ex compagna di Berlusconi, che saluta calorosamente Casellati. A un certo punto spunta anche Giusi Bartolozzi, la molto discussa capo di gabinetto del ministro Nordio.Sono gli azzurri che ormai mal digeriscono l’attuale guida di Forza Italia, ma lo dicono solo a bassa voce. “Sono l’opposizione interna”, sibila Edoardo Ziello nel cortile di Montecitorio, pochi minuti prima della presentazione del libro.

Oggi tre azzurri erano dati in procinto di passare con Futuro Nazionale. Hanno smentito tutti: Andrea Caroppo, Giuseppe Mangialavori e Fabrizio Sala. “Ma vi pare? Sono lontanissimi dalle nostre idee”, assicura Rossano Sasso. Lui, insieme a Ziello, scorta da due giorni Massimiliano Simoni, il coordinatore nazionale del partito in gita a Roma. L’hanno ospitato a Montecitorio, passeggiando nei corridoi e prendendo un caffè alla buvette. “Ci vedremo spesso”, assicura il braccio destro di Vannacci.

L’ELOGIO ALLA PREMIER

Alla presentazione del libro di Occhiuto, nella galleria Colonna a due passi dalla Camera, c’è una discreta folla. Non è un’autobiografia, precisa lui, sebbene ci tenga a raccontare che viene “da una famiglia con la quinta elementare e sono diventato presidente di regione, sarebbe bello se fosse possibile per tutti”. Più volte riconosce i meriti di Giorgia Meloni, una leader “formidabile” che darà il meglio nella campagna elettorale alle porte: “Ma ve la immaginate Giorgia contro Elly Schlein?”.Per Occhiuto “Meloni fa bene e con coraggio il leader di una destra europea, ha fatto cose enormi; mi lamento che l’altra parte della coalizione, e faccio anche autocritica visto che sono vicesegretario di Fi, sia stata con le braccia conserte”. Nei suoi ragionamenti ci sono le critiche a Tajani: “Il partito è ingiallito. Voglio un centrodestra che non insegua il populismo, ma guardi a riformisti e liberali. Nel campo largo i riformisti non hanno diritto di cittadinanza, Forza Italia dovrebbe dire ‘venite da noi'”. Carfagna e Marattin applaudono.

“LA RICETTA PER FORZA ITALIA? INNOVARE”

Quale strada per il partito che fu di Berlusconi? “Bisogna riprovare il coraggio di innovare. Questo Paese sta invecchiando male, i giovani vanno via. Sui diritti civili Berlusconi ha sempre avuto una grande apertura mentale, avevamo un appeal per i giovani, ora i giovani vedono ancora Forza Italia come un partito moderno capace di parlare a loro come non fossero i loro nonni o vedono un partito ingiallito?”. Stavolta è Pascale che applaude convinta.Forza Italia mostra un po’ troppo l’età, a sentire Occhiuto. “Dobbiamo discutere meno di congressi e tessere e concentrarci sulla capacità di attirare e selezionare le persone. I congressi andavano bene nella Prima Repubblica, oggi rappresentano una modalità superata, ci sono le consultazioni online. Invece che parlare solo alla stampa, dovremmo parlare di più sui social e alla gente, mostrare apertura su modernità e diritti civili. Non è questione di leadership ma di metodo”.

“IMBARCARE VANNACCI? SAREBBE UN ERRORE STRAORDINARIO”

Dopo aver sconfitto Futuro Nazionale in Calabria, il governatore prova a ridimensionare l’ex generale: “Sarebbe un errore straordinario se il centrodestra imbarcasse Vannacci. Vannacci non ha la struttura del leader. Vannacci è solo, non ha qualcuno che gli spieghi come funziona l’economia o come si fa opposizione, come si parla alla pancia del Paese senza dire solo stronzate. Se lo facciamo cuocere un po’ nel suo brodo farà poco. Quelli di destra alla fine sceglieranno Meloni”.A presentare il libro c’è David Parenzo, che prova a pungerlo: “Occhiuto, dalla Calabria con furore. Questo è un pre-congresso, ora porterà questo libro manifesto in tour per l’Italia?”. Il governatore risponde: “Non ho l’ambizione di chiamarlo manifesto”. Per la rivoluzione c’è da attendere. Pascale, interpellata dall’agenzia Dire, è pronta: “Spero che questa sia la nuova Forza Italia. Io non sono d’accordo che il segretario non debba farsi da parte, visto che sta fallendo. Forza Italia vince solo in Calabria, andrebbe premiata la linea di due dirigenti come Occhiuto e Cannizzaro”.

(photo credit: Elisabetta Casellati/Fb)
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