ROMA – Un malore improvviso risalente a fine agosto durante un viaggio di lavoro a Cuba, le indagini cliniche immediate e un intervento neurochirurgico d’urgenza. Alessandro Di Battista ha rivelato pubblicamente la diagnosi di tumore al cervello nel corso della trasmissione diMartedì su La7. L’ex parlamentare del Movimento 5 Stelle ha spiegato di essere stato colto da un edema cerebrale causato dalla massa tumorale mentre si trovava nell’isola caraibica per un reportage giornalistico.
Ma cos’è un tumore al cervello e qualsi sono i sintomi? In un’intervista alla Dire lo ha spiegato Christian Brogna, neurochirurgo Paideia International Hospital, esperto internazionale di chirurgia dei tumori complessi. Piccoli problemi di memoria, disorientamento, difficoltà a trovare le parole, cefalea persistente che peggiora nel tempo oppure manifestazioni più eclatanti come veri e propri disturbi del linguaggio, del campo visivo, della forza nelle gambe o nelle braccia, o fenomeni epilettici, “sono sintomi generici ma a cui è importante prestare attenzione perché potrebbero essere spia di un tumore cerebrale. Ma un tumore al cervello può anche essere scoperto accidentalmente, ad esempio mentre si fa una TAC per un trauma cranico. Si tratta comunque di tumori abbastanza rari, rappresentano, infatti, l’1,6% delle diagnosi di cancro”.
“Di tumori cerebrali se ne contano in tutto più di 100 tipi e ognuno di loro può avere un comportamento diverso e presentarsi in età diverse – prosegue Brogna – ad esempio tra i gliomi cerebrali, i tumori primari più frequenti, i gliomi cerebrali di basso grado si riscontrano soprattutto nei giovani tra 20 e 40 anni in piena attività di studio o lavorativa e sono tumori il cui primo sintomo, spesso, è una crisi epilettica”. Accanto ai gliomi figurano i meningiomi, che originano dalle meningi comprimendo il tessuto cerebrale, e le metastasi, ossia lesioni secondarie derivate da neoplasie presenti in altri organi. A determinare il quadro clinico e la prognosi interviene la sede dell’infiltrazione. “Anche la localizzazione del tumore all’interno del cervello determina un punto fondamentale nel differenziare i tumori: uno stesso tipo di tumore localizzato in aree diverse può, infatti, fare la differenza sia nel comportamento clinico della patologia, sia nella prognosi e quindi nella sopravvivenza. Dunque i tumori cerebrali sono una patologia ad elevata complessità sulla quale è difficile fare delle categorizzazioni”.
I progressi scientifici, però, consentono infine di superare vecchi pregiudizi sulla prognosi. “La medicina evolve e anche le possibilità di cura e guarigione. Prima, ad esempio, si pensava che un paziente con metastasi cerebrali non avesse speranza, oggi invece sappiamo che la presenza della metastasi cerebrale non è dirimente da un punto di vista di prognosi se può essere trattata o con chirurgia o radiochirurgia. La prognosi globale, infatti, dipende da quello che succede nel resto dell’organismo. Inoltre è importante che il medico faccia capire al paziente che essere operati al cervello non significa vivere necessariamente il resto della propria vita con un deficit, il cervello ha una sua neuroplasticità, in tutte le fasi della vita, e quindi quando una persona è opportunamente trattata nella maggior parte dei casi può continuare a vivere come se non fosse accaduto nulla. Non è una persona che avrà necessariamente un problema per tutta la vita, è importante evitare questo stigma”, conclude Brogna.
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it
