A cura di Emanuele Nuccitelli, Nicoletta Di Placido ed Emiliano Pretto
ROMA – “Le piccole e medie imprese rappresentano la spina dorsale della nazione, il motore dell’Italia che si rimbocca le maniche e si impegna. Sono il pilastro del made in Italy, l’ossatura che consente al tessuto produttivo di raggiungere nuovi traguardi. Il Governo fin dal primo giorno è al vostro fianco”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un messaggio inviato alla XVI assemblea nazionale di Conflavoro – “EnergIA. L’Italia si accende”, in corso all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma.
“Lo Stato deve essere un alleato, e non un nemico di chi lavora e produce”, ha sottolineato la premier. “Questo significa essere intransigenti nei confronti di chi volontariamente elude o evade il fisco, come dimostra il record che abbiamo raggiunto nel recupero dell’evasione, e andare incontro a quei cittadini e a quelle imprese che chiedono di pagare il dovuto e in tempi giusti”.
RIFORMA FISCALE E CONCORDATO PREVENTIVO BIENNALE
“Intendiamo costruire un sistema fiscale che non soffoca la società, ma che aiuta quella società a prosperare”, ha proseguito Meloni. “Abbiamo riformato lo Statuto del contribuente, rafforzando le tutele previste per cittadini e imprese e riducendo le sanzioni amministrative, portandole ai livelli europei”.
Nel messaggio la presidente del Consiglio ha richiamato il “mosaico di misure” varato per le piccole e medie imprese, evidenziando in particolare “l’estensione del concordato preventivo biennale per le PMI e per le Partite Iva. Un provvedimento che rappresenta un vero e proprio cambio di paradigma, perché consente di raggiungere un triplice obiettivo: assicurare più trasparenza nei confronti del fisco, garantire maggiore affidabilità dei contribuenti, ottenere certezze dei rapporti tributari e del carico fiscale. In altre parole, imprenditori e autonomi possono pianificare con maggiore serenità il proprio futuro e lo Stato può contare su entrate certe”.
CUNEO FISCALE: 21 MILIARDI NELLE TASCHE DEI LAVORATORI
Un passaggio centrale riguarda le risorse destinate ai redditi da lavoro: “Solo con il taglio del cuneo fiscale per i lavoratori e la riforma dell’Irpef, lo Stato rinuncia ogni anno a 21 miliardi di euro e mette quei 21 miliardi nelle tasche dei cittadini”.
“Questo vuol dire, ad esempio, che un lavoratore dipendente con un reddito di 30mila euro annui ottiene 1.200 euro netti in più l’anno in busta paga. Per sempre”, ha aggiunto Meloni.
SGRAVI, FORFETTARIO A 85MILA EURO E IPER-AMMORTAMENTO
Tra gli interventi citati a sostegno del tessuto economico e produttivo, la premier ha ricordato: “Abbiamo pressoché azzerato l’aliquota sui premi di produttività, la detassazione degli aumenti retributivi legati ai rinnovi contrattuali, la riduzione delle tasse sul trattamento economico accessorio dei dipendenti pubblici, la reintroduzione dell’iper-ammortamento per le imprese e, misura particolarmente importante per autonomi e Partite IVA, l’innalzamento a 85 mila euro della soglia per accedere al regime forfettario”.
Una molteplicità di interventi che, secondo il capo del Governo, risponde allo stesso obiettivo: «Costruire uno Stato più equo, che chiede il giusto per i servizi che eroga, che non soffoca le famiglie e che aiuta le imprese a lavorare di più e meglio».
OCCUPAZIONE E SALARIO GIUSTO CON LA CONTRATTAZIONE
“Abbiamo rimesso al centro il lavoro, con misure strutturali che l’Italia attendeva da decenni e che hanno permesso di far crescere l’occupazione e raggiungere risultati particolarmente incoraggianti”, ha evidenziato Meloni in chiusura di messaggio.
“Inoltre, abbiamo deciso di valorizzare la contrattazione di qualità, ancorando il salario giusto ad un contratto equo, invece di sostituirlo da un numero deciso e calato dall’alto dallo Stato. Una scelta di campo, che da tempo era richiesta dalle parti sociali e che rappresenta una vittoria di tutti i lavoratori. In questi anni abbiamo indicato una strada e intendiamo seguirla con costanza e determinazione, perché il lavoro che abbiamo davanti non è finito e le sfide da affrontare sono ancora molte”.
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