venerdì, 9 Ottobre 26

Produzione mais in calo nel mantovano, pesano clima e costi

AttualitàProduzione mais in calo nel mantovano, pesano clima e costi

Roma, 30 set. (askanews) – Caro energia e fertilizzanti: sono queste le voci di costo che più di altre mettono a dura prova i cerealicoltori mantovani, che tracciano un bilancio dell’annata maidicola al termine delle operazioni di raccolta in provincia. A tutto questo si aggiunge una stagione, quella appena trascorsa, che dal punto di vista climatico non ha sorriso ai produttori. Il tutto in un contesto, provinciale ma anche nazionale ed europeo, in cui si fa sempre meno mais. Se il ceroso (utilizzato per l’alimentazione zootecnia) regge e addirittura cresce, in questo 2026 in provincia di Mantova (dati Istat) ne sono stati seminati 34.292 ettari, con una produzione di circa 19 milioni di quintali, altrettanto non si può dire per la granella: vent’anni fa se ne coltivavano quasi 60.000 ettari in provincia, oggi non tocchiamo neanche quota 25.000, con una perdita netta di quasi tre milioni di quintali di prodotto.

La tendenza è diffusa. Secondo i dati Assalzoo, il calo a livello nazionale quest’anno è di circa il 35%, e anche a livello europeo si è passati da un raccolto atteso di 61 milioni di tonnellate a un effettivo di circa 50, vale a dire 11 milioni di tonnellate in meno rispetto al previsto. Uno dei livelli più bassi mai toccati negli ultimi 20 anni.

“Il rischio – spiega l’ufficio tecnico di Confagricoltura Mantova – è che aumenti ancora la nostra dipendenza dalle importazioni estere, con prodotti di qualità senza dubbio inferiori a quelle che siamo in grado di garantire noi. Tutto ciò si tradurrebbe in un insensato aumento dei costi per il sistema Paese e minerebbe la sicurezza alimentare dei consumatori”.

“Tra caldo ed eventi climatici estremi – aggiunge Davide Braccaioli, cerealicoltore della zona di Rodigo, che quest’anno ha seminato circa 30 ettari di mais – ho perso parte del mio raccolto, ma nonostante ciò la qualità era buona, senza problemi di tossine. La voce costi di produzione incide notevolmente sui bilanci finali, con il gasolio per irrigare che da 0,70 €/l è passato a quasi 1,50 euro/litro, oltre ai rincari sui fertilizzanti. Fare reddito diventa difficile, soprattutto con quotazioni che, rispetto ad esempio al 2022, hanno perso 100 euro/tonnellata netti alla Borsa Merci di Mantova”.

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