venerdì, 9 Ottobre 26

Strage sventata sul volo, il racconto del passeggero: “L’aereo andava in picchiata, due minuti terribili. Ho pensato all’11 settembre”

MondoStrage sventata sul volo, il racconto del passeggero: “L’aereo andava in picchiata, due minuti terribili. Ho pensato all’11 settembre”

ROMA – Le urla, i colpi, il sangue e poi l’aereo giù in picchiata per un tempo che è sembrato interminabile. Un passeggero di nome Daniel ha raccontato, in un’intervista a Channel 12 rilanciata da Times of Israel, i drammatici momenti vissuti questa mattina a bordo del volo Dubai-Tel Aviv su cui c’è stato un accoltellamento ai danni del pilota, forse ai fini di dirottare l’aereo e farlo precipitare. “All’improvviso ho sentito una colluttazione. Qualcosa che sembrava una rissa proveniente dalla cabina di pilotaggio”, ha raccontato Daniel al telefono dall’aeroporto di Tabuk, in Arabia Saudita, dove il volo è atterrato senza incidenti.

IL RACCONTO DI DANIEL

“La porta era leggermente socchiusa e ho visto un tentativo di spingere fuori qualcuno. Poi tre passeggeri israeliani seduti dietro di me si sono avvicinati per capire cosa stesse accadendo e l’aereo è entrato improvvisamente in una picchiata ripidissima, a muso in giù, accompagnata da una rotazione vorticosa e violenta. La rotazione è cessata. C’è voluto… non so, è sembrata un’eternità, ma credo siano passati due minuti, almeno due o tre minuti, durante i quali l’aereo stava semplicemente precipitando e roteando vorticosamente. Ho pensato: ecco, ci siamo. È finita. Si sta ripetendo l’11 settembre”.

IN PICCHIATA PER 5.200 METRI

La caduta, in picchiata, è proseguita per oltre 5.200 metri. Alla fine l’aereo si è raddrizzato perchè gli altri due piloti presenti a bordo, che erano fuori servizio, “hanno preso il comando” dopo aver bloccato l’aggressore. Daniel afferma di aver pensato “senza dubbio” che si stesse verificando un attacco terroristico. “Ho sentito le urla durante la colluttazione e ho visto il sangue del pilota sul pavimento, mentre veniva portato via”.

I primi a intervenire per sventare l’attentato sono stati tre passeggeri: “Quei tre ragazzi israeliani sono dei veri eroi. È difficile spiegare fino in fondo quanto siano stati eroici”.

“NON SAPEVO DOVE FOSSIMO, CREDEVO AEREO ANDASSE IN IRAN”

Nonostante la caduta dell’aereo fosse stata evitata, per i passeggeri a bordo dell’aereo non è stato facile vivere l’attesa e l’incertezza, prima di capire cosa stesse succedendo. Racconta ancora Daniel: “I piloti si sono chiusi nella cabina di pilotaggio e non abbiamo avuto alcun contatto con loro. All’inizio non hanno comunicato con i passeggeri, poiché evidentemente concentrati a mettere in sicurezza il velivolo. C’erano anche due assistenti di volo della Flydubai che si sono trovate completamente in balia degli eventi. Erano in preda all’isteria e non sapevano bene come gestire la situazione”. E quindi, all’inizio nessuno sapeva nulla: “Ho guardato fuori e ho visto il deserto; non riuscivo a distinguere nulla. Mi sono reso conto che l’Iran era vicino. Ho pensato che stessero dirottando l’aereo verso l’Iran. Ci passavano per la testa pensieri di ogni genere”. Poi, finalmente, quello che tutti volevano sentire: “Abbiamo sentito il pilota iniziare a parlare ai passeggeri e dire che stavano per atterrare”.
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