venerdì, 9 Ottobre 26

Una campagna di sensibilizzazione digitale sui disturbi alimentari

AttualitàUna campagna di sensibilizzazione digitale sui disturbi alimentari

Milano, 30 set. (askanews) – Lo stigma è lo stesso, ma le patologie non lo sono – I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione e l’obesità sono condizioni cliniche distinte, con cause, trattamenti e vissuti diversi, eppure vengono spesso lette attraverso lo stesso pregiudizio, che finisce per ritardare diagnosi e cura. Il giudizio sul corpo diventa anche un ostacolo alla salute – non è solo un fatto culturale: il timore di essere giudicati, anche negli ambienti sanitari, porta molte persone a evitare di chiedere aiuto, con il rischio di aggravare la propria condizione.

La campagna digitale di sensibilizzazione “Apparenze. Non confondere ciò che vedi in ciò che vivo”, realizzata dalla no profit Animenta con il contributo non condizionato di Lilly, mette insieme la prospettiva medico-clinica e le testimonianze di chi vive queste patologie ogni giorno, per restituire complessità e dignità a storie che troppo spesso vengono semplificate o fraintese.

La campagna nasce da una consapevolezza urgente: i pregiudizi legati all’aspetto fisico continuano a condizionare la vita di milioni di persone, spesso in modo invisibile. Lo stigma e il pregiudizio contribuiscono in modo effettivo al ritardo nell’accesso alle cure per chi soffre di disturbi alimentari e obesità, allo stesso modo negli ambienti sanitari stessi lo stigma rappresenta una barriera significativa: il timore di essere giudicati o ricevere un trattamento inadeguato porta molte persone a evitare di cercare aiuto, ritardando la diagnosi e peggiorando la gravità dello stato di salute del paziente (fonte Congresso Nazionale AIDAP sulla conoscenza e sul trattamento dei disturbi dell’alimentazione e dell’obesità, 2024). In un contesto culturale che tende a giudicare la salute da ciò che appare, il peso, la forma del corpo, l’abbigliamento, Apparenze intende restituire complessità a storie che vengono troppo spesso semplificate o fraintese.

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