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Vino, Daniele Cernilli premiato a Roma da Istituto Grandi Marchi

AttualitàVino, Daniele Cernilli premiato a Roma da Istituto Grandi Marchi

Milano, 30 set. (askanews) – Daniele Cernilli è il primo italiano a ricevere il premio che Istituto Grandi Marchi assegna ai protagonisti della comunicazione del vino. Il giornalista e critico enologico è stato premiato a Roma dalle 18 famiglie che compongono l’Istituto, entrando in un albo che comprende Burton Anderson, Jens Priewe, Monica Larner, James Suckling e Isao Miyajima.

Il premio arriva dopo oltre quarant’anni di attività professionale. Cofondatore del Gambero Rosso nel 1986, Cernilli è stato tra gli ideatori della guida “Vini d’Italia”, che ha curato per 24 edizioni. Nel 2011 ha fondato DoctorWine, progetto editoriale al quale si è successivamente affiancata la “Guida Essenziale ai Vini d’Italia”. Decanter lo ha inserito tra le 50 personalità più influenti del mondo del vino nel 2007, 2008 e 2009, mentre nel 2015 è entrato nella Wine Writers’ Hall of Fame della Wine Media Guild di New York.

“Conferire quest’anno il riconoscimento a Daniele Cernilli significa rendere omaggio a una figura che ha scritto e continua a scrivere la storia del vino italiano” ha dichiarato Piero Mastroberardino, presidente di Istituto Grandi Marchi, sottolineando “quanto una narrazione di qualità sia parte integrante della valorizzazione del patrimonio produttivo del nostro Paese”.

“Sono particolarmente felice e onorato di ricevere questo premio. Negli anni ho avuto la fortuna di raccontare un mondo, quello del vino italiano, che ho visto crescere, cambiare e conquistare una considerazione sempre maggiore nel panorama internazionale” ha dichiarato Cernilli, spiegando che “è stato un percorso lungo, fatto di incontri, viaggi, assaggi, discussioni e soprattutto di tante persone che hanno dedicato la propria vita alla qualità. Lo considero – ha concluso – un premio al lavoro svolto in tanti anni, ma anche un riconoscimento al mestiere del giornalista del vino: raccontare, spiegare, approfondire e cercare di restituire ai lettori, nel modo più serio possibile, la complessità e la bellezza di un patrimonio che appartiene alla nostra storia e alla nostra cultura”.

“Il valore del vino italiano oggi non si misura solo nella qualità e nell’identità delle produzioni ma anche nella capacità di raccontarle congiuntamente ai loro territori di provenienza” ha precisato Mastroberardino, rimarcando che “il confronto tra produttori, comunicatori e professionisti della divulgazione permette di offrire nuove chiavi di lettura per difendere e rafforzare il valore delle nostre produzioni attraverso la costruzione di relazioni solide e durature”.

Istituto Grandi Marchi (IGM) è nato nel 2004 con una vocazione rivolta in particolare alla promozione del vino italiano sui mercati internazionali. Secondo un’analisi di Wine Monitor Nomisma, nel 2023 le 18 imprese associate hanno realizzato complessivamente 658 milioni di euro di fatturato, 362 milioni dei quali sui mercati esteri. L’export rappresentava il 55% del fatturato vitivinicolo, mentre rispetto al 2004 i ricavi risultavano cresciuti del 91%. Ne fanno parte Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute, Marchesi Antinori, Argiolas, Ca’ del Bosco, Carpenè Malvolti, Col d’Orcia, Donnafugata, Jermann, Lungarotti, Masi, Mastroberardino, Michele Chiarlo, Pio Cesare, Rivera, Tasca d’Almerita, Tenuta San Guido, Tenuta San Leonardo e Umani Ronchi.

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