Milano, 30 set. (askanews) – L’autunno del vino in Alto Adige comincia dopo la vendemmia più precoce mai registrata, iniziata già ad agosto con le uve destinate alle basi spumante, anticipando una stagione che tra settembre e novembre porta il vino fuori dalle Cantine e lo lega a percorsi nei vigneti, ospitalità, cucina contadina e “Torggelen”, tradizione autunnale strettamente legata alla vendemmia e all’assaggio del vino nuovo.
Su 5.860 ettari di vigneto operano circa 4.800 viticoltori, con una superficie media di poco superiore a un ettaro per azienda agricola. Le vigne si distribuiscono tra 200 e 1.000 metri di altitudine e ospitano una ventina di vitigni, mentre il 96% della superficie vitata ricade sotto la tutela Doc. In uno spazio relativamente contenuto cambiano quindi quote, esposizioni, suoli e condizioni climatiche. La geografia del vino attraversa la Strada del Vino, l’Oltradige e la Bassa Atesina e raggiunge la Valle Isarco e la Val Venosta. Il Consorzio indica oltre 200 realtà produttive visitabili tra vignaioli indipendenti, Tenute e cooperative. All’ospitalità legata al vino appartengono anche i Vinum Hotels, una rete di 20 strutture a conduzione familiare nelle aree viticole altoatesine.
Fuori dalle Cantine, vigneti e vitigni diventano anche una chiave di lettura delle singole zone. Il Sentiero del Gewurztraminer attraversa Termeno sulla Strada del Vino , località alla quale il nome della varietà è storicamente legato. Tra Egna e Montagna sulla Strada del Vino il percorso dedicato al Pinot Nero attraversa invece una delle aree altoatesine maggiormente identificate con questo vitigno. Per chi sceglie la bicicletta sono disponibili anche le escursioni dei Bike Wine Ambassador.
Con la fine della vendemmia entra nel vivo il “Torggelen”. Il nome deriva da “Torggl”, il torchio da vino in legno delle cantine contadine, termine collegato al latino “torquere”. La consuetudine si concentra dall’inizio di ottobre alla fine di novembre, quando Buschenschanke e Hofschanke propongono il “Siasse”, il mosto d’uva, e il vino nuovo insieme con canederli, carni, crauti, castagne e dolci. Prima di diventare una delle esperienze autunnali più conosciute dell’Alto Adige, il “Torggelen” apparteneva dunque al calendario agricolo e alla produzione vinicola. Il momento dell’assaggio seguiva la vendemmia e la torchiatura e riuniva attorno al vino nuovo la dimensione produttiva della Cantina e quella conviviale del maso.
L’autunno 2026 comprende anche una ricorrenza storica: dal 16 al 18 ottobre Merano celebrerà i 140 anni della Festa dell’Uva, nata nel 1886 e legata al ringraziamento per il raccolto. Dal 16 ottobre al 6 novembre “Melodie di Vini” porterà concerti e degustazioni in castelli e Tenute lungo la Strada del Vino, mentre il 21 ottobre a Bolzano è in programma “Vinea Tirolensis”, dedicata ai Vignaioli Indipendenti e alle nuove annate. Dal 6 al 10 novembre Merano ospiterà infine la 35esima edizione del “Merano WineFestival”. La prima giornata sarà dedicata alle produzioni biologiche e biodinamiche, mentre le giornate successive riuniranno produttori, operatori e appassionati nelle sale del Kurhaus.
