venerdì, 9 Ottobre 26

In Spagna con la casa viene giù anche il governo: bocciato in parlamento il blocco degli sfratti

MondoIn Spagna con la casa viene giù anche il governo: bocciato in parlamento il blocco degli sfratti

ROMA – In Spagna il Congresso ha respinto i decreti con le misure sulla casa approvati dal governo di Pedro Sanchez lo scorso martedì. Il primo provvedimento è stato bocciato con 172 voti favorevoli e 178 contrari. Il secondo con 166 a favore e 184 contrari. El Pais scrive che l’intervento a sorpresa del Primo Ministro Pedro Sánchez, che ha chiesto ai parlamentari di “pensare al popolo”, avvertendoli che “la storia li giudicherà”, e gli appelli della Ministra dell’Edilizia Isabel Rodríguez, che ha ricordato al partito di Puigdemont che il 90% delle loro proposte erano incluse nei decreti, si sono rivelati vani.

Subito dopo il ko tecnico in aula, il leader del Partito Popolare Alberto Núñez Feijóo, ha accusato Sánchez di utilizzare la questione abitativa per i suoi calcoli elettorali e ha chiesto lo scioglimento del Parlamento e l’indizione di elezioni anticipate. Secondo El Pais la prima data utile sarebbe il 29 novembre.

Il governo spagnolo aveva raggiunto un accordo per approvare due decreti-legge in materia di alloggi, per “rispondere alle richieste dei cittadini e promuovere i loro diritti”. Le misure sono state votate in una sessione plenaria straordinaria del Congresso. Tra le varie disposizioni, il Consiglio dei Ministri aveva approvato la protezione dagli sfratti fino al 2030; la regolamentazione degli affitti stagionali e delle locazioni a breve termine; il divieto di acquisti da parte di fondi speculativi fino al 2028; e una proroga di due anni per i contratti in scadenza prima del 31 dicembre 2028. Era stato inoltre raggiunto un accordo per il rinnovo automatico dei contratti di locazione.Il passaggio in parlamento non era scontato: per la conversione servivano i voti, o almeno l’astensione, di Junts, il partito indipendentista catalano che nelle trattative aveva respinto una delle misure centrali. I decreti sono stati approvati dal Consiglio dei ministri dopo negoziati serrati tra le forze che compongono l’esecutivo del socialista Pedro Sánchez e quelle che lo appoggiano dall’esterno. Il testo finale era un compromesso tra posizioni molto distanti all’interno della sinistra.
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