venerdì, 9 Ottobre 26

Nelle proteste degli studenti francesi il nodo dei quindici milioni di ore scoperte

MondoNelle proteste degli studenti francesi il nodo dei quindici milioni di ore scoperte

ROMA – Quindici milioni e quattrocentomila: è una delle cifre al centro della protesta degli adolescenti in Francia e consiste nel numero di ore di insegnamento-docenza non garantite tra scuole medie inferiori e superiori per mancanza di supplenti e insegnanti. Un dato, questo, registrato nell’anno scolastico 2024-2025. Il quotidiano Le Monde analizza il dato: si tratta del 7,5% del monte ore delle lezioni garantite, in rialzo rispetto agli ultimi dieci anni. Nel 2015 ammontava al 2,3%. A determinare questa situazione, la mancanza di insegnanti, l’aumento delle assenze – soprattutto giorni di permesso per malattia – e un numero di supplenti insufficiente rispetto alle esigenze. Negli ultimi 20 anni, un terzo degli insegnanti di supplenza è stato soppresso. Le Monde chiarisce poi che esistono due categorie di “posti vacanti”: ci sono le assenze di breve durata (inferiore a 15 giorni), che secondo i dati della Commissione finanze del senato vengono rimpiazzati raramente, appena nel 10,6% dei casi, e poi le assenze superiori a 15 giorni. Qui, la tendenza è opposta: le sostituzioni vengono assicurate nel 94,8% dei casi. Per far fronte quindi alle assenze di breve durata, nel 2023 il governo ha lanciato il cosiddetto ‘Patto insegnanti’, con cui ha esortato i professori a sostituirsi a vicenda all’interno degli stessi istituti, facendo ore supplementari. La Corte dei Conti però ha giudicato questa misura “debole”. Ma a preoccupare davvero sarebbero le assenze di lunga durata, che sono raddoppiate in sei anni, tra il 2018 e il 2024.

In media in Francia nel 53% delle scuole medie inferiori e superiori per l’anno scolastico 2026-2027 mancherà almeno un insegnante, stando a una stima del sindacato degli insegnanti Snes-Fsu. La causa: posti vacanti oppure mancata sostituzione degli insegnanti in congedo prolungato. Un fenomeno che ha anche una connotazione regionale: a Créteil – dove a settembre sono iniziate le proteste che si sono poi estese a tutta la nazione – a sud-est di Parigi, questa percentuale arriva a 61. A Versailles tocca addirittura il 71% delle scuole mentre a Reims, Amiens e Lille resta sotto il 31%. Tra gli altri problemi che stanno spingendo ragazzi e insegnanti in piazza, anche la carenza di altre figure professionali come gli insegnanti di sostegno, edifici vecchi e in alcuni casi fatiscenti, sovraccarico di lavoro e salari che restano bassi a fronte dell’aumento dell’inflazione e del costo della vita.
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