Roma, 2 ott. (askanews) – “Una misura essenziale e meritoria” così Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Filiera Italia, commenta l’estensione della riduzione del 20% del prezzo dei carburanti commercializzati da Enilive al mondo agricolo e della pesca.
Dall’avvio della guerra in Iran il prezzo del gasolio agricolo è passato da 0,85 a 1,62 euro al litro, sulla base dei dati della Camera di Commercio di Milano, dopo aver toccato la scorsa settimana anche 1,65 euro. La quotazione media mensile a settembre 2026 (1,561 euro) è stato la più alta registrata, superando il record del giugno 2022 (1,559 euro) legato alle conseguenze dello scoppio della guerra in Ucraina. “Una situazione impossibile da sopportare per le nostre imprese agricole – ha detto l’amministratore delegato – che vedono invece riconosciuti prezzi sempre più bassi per i propri prodotti”
E guardando a Bruxelles dove sta circolando la bozza della proposta di modifica del Regolamento 996 del 2022 che riguarda i biocarburanti Scordamaglia commenta: “la politica offre un’importante apertura ai biocarburanti, ma la tecnocrazia ancora una volta ne riduce l’ambizione con norme stringenti, lontane dalla realtà produttiva che rischiano di sprecare un’opportunità di diversificazione del reddito per gli agricoltori e di miglioramento dell’autonomia energetica dell’UE”.
