ROMA – Nel giorno di San Francesco, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella lancia un appello per la pace e contro le guerre “insensate” e i “terribili conflitti” che stanno “insanguinando” in questo periodo “tante parti del mondo”.
“Nell’undicesimo canto del paradiso, Dante parla di Francesco come di un sole sorto per il mondo intero, tanto che Assisi andrebbe denominata come ascesi, come Oriente. In questi tempi segnati da guerre insensate e crudeli, da ‘tanta violenza, manipolazione, arroganza’, come ha detto giorni fa Leone XIV, l’auspicio è che il sole di Francesco possa illuminare il mondo, convertire le menti indurite dall’odio, indicare la via della pace, della speranza, della serena fraterna convivenza”. Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ad Assisi durante la cerimonia in occasione della Festa nazionale di San Francesco d’Assisi, nell’ottavo centenario della morte.
“NON C’È COLPA MAGGIORE CHE UCCIDERE UOMINI IN NOME DI DIO”
“Oggi terribili conflitti insanguinano tante parti del mondo, e addirittura da alcune parti si tornano a benedire le armi e a porre gli eserciti sotto insegne religiose: Francesco ci insegna che non c’è colpa maggiore di quella di uccidere altri uomini in nome di Dio”. Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ad Assisi durante la cerimonia in occasione della Festa nazionale di San Francesco d’Assisi, nell’ottavo centenario della morte.
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