ROMA – Di fronte alle crescenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente e al rischio di una nuova crisi energetica innescata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, l’Unione Europea traccia la propria rotta. Intervenendo alla sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha espresso la linea dell’Esecutivo comunitario per mitigare l’impatto economico del conflitto.
AIUTI MIRATI E NON A PIOGGIA
Il primo punto riguarda la gestione delle risorse pubbliche. Per Von der Leyen la risposta è dare sostegni “mirati” ai “più bisognosi”, evitando aiuti a pioggia.
Per stabilizzare i prezzi e garantire le forniture di energia, la Commissione europea lancerà una “task force” per “aggregare” la domanda di energia. Secondo la dirigente, si tratta di “un modello che funziona”, anche se va “portato a un livello superiore”. Von der Leyen ha detto: “Vogliamo passare dalla semplice attività di intermediazione all’aggregazione della domanda, incaricando un operatore di mercato di gestire l’approvvigionamento”.
DIALOGO STRATEGICO SU RAFFINERIE EUROPEE
Accanto alle misure sui prezzi, la Commissione intende rafforzare l’autonomia industriale europea nel settore dei carburanti: “Avvieremo un dialogo strategico sulle raffinerie europee”. Secondo la dirigente, l’obiettivo è “ridurre i costi e garantire le forniture necessarie, anche per la difesa”. Von der Leyen ha detto che a coordinare il dialogo saranno i commissari Dan Jorgensen e Andrius Kubilius, rispettivamente responsabili di Energia e abitazione e Difesa e spazio.
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